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Gianluca, dai libri al calcio e un futuro da ingegnere

di Valentina Corsini
Gianluca, dai libri al calcio e un futuro da ingegnere

Abita a Camposanto, studia al Tassoni, è stato convocato in Nazionale Dilettanti: «È bello raccogliere frutti sia in campo che a scuola, ma la strada è lunga...»

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Faccia da bravo ragazzo e idee chiare sul suo presente, come sul suo futuro.

In un mondo che vuole sempre più i giovani o troppo esaltati ed esibizionisti o, al contrario, troppo apatici e rassegnati tanta normalità di vita e valori, veri, è un piacere da vedere ed ascoltare mentre ci accomodiamo insieme a lui sul divano di casa a Camposanto dove vive con papà Ercole, da cui ha preso una certa passione per i tacchetti, mamma Manuela, che ha la sua stessa gentilezza ed educazione nell’esprimersi e la sorella maggiore Veronica.

Gianluca Zanoli 18 candeline le spegnerà solo tra qualche mese, ad aprile, ma quella proverbiale maturità che si attribuisce sempre ad un ragazzo che varca la fatidica soglia della maggiore età gli è già propria. Un po’ per carattere, (lo si intuisce al volo..) e un po’ per l’ambiente familiare, sano e semplice. Studente del liceo scientifico Tassoni di Modena, Gianluca si divide tra lo studio, impegnativo, e la passione calcistica altrettanto impegnativa come centrocampista dell’Us San Felice, squadra che milita nel campionato di Eccellenza e che, ultimamente, gli ha regalato anche la possibilità di prendere parte ad una delle selezioni della Nazionale Dilettanti. Una bellissima soddisfazione per chi, come te, gioca a calcio…

«Sì, questa convocazione in Nazionale è stata davvero un onore che non mi aspettavo. Me l’ha comunicata mio padre inviandomi uno screenshot sul cellulare. Ero con i miei amici e non riuscivo a crederci. Poi sono andato a fare allenamento con il San Felice e me l’hanno confermata: ero davvero contentissimo, non mi sembrava possibile…».

Ti ha accompagnato qualcuno il giorno della convocazione ufficiale?

«Sì, è venuta con me a Monza tutta la famiglia. Con mio padre, mia madre e mia sorella sono stato via un giorno intero ed è stata anche un’occasione per fare una gita tutti insieme. Siamo partiti da Camposanto la mattina, arrivati a Monza abbiamo pranzato e poi alle 14,30 c’è stata la partita con la Nazionale: ho giocato i canonici due tempi da 45 minuti ed è stata una grande emozione».

Com’è nata questa passione per il calcio?

«Grazie a mio padre, perché anche lui ha giocato per tantissimi anni quando era giovane e mi ha trasmesso l’amore per questo sport. Fin da quando ero piccolo la domenica mattina mi portava sempre con lui a giocare, a tirare qualche calcio al pallone e a fare due passaggi e qualche tiro tra noi. Poi questa passione si è sviluppata anche grazie al Camposanto, la squadra del mio paese, che mi ha fatto esordire da bambino, prima di arrivare a giocare nel San Felice».

Difficile conciliare l’impegno sportivo con la scuola?

«E’ un’alternanza impegnativa, ma fattibile. Io frequento il liceo scientifico Tassoni che è abbastanza complicata come scuola, però cerco di alternare nel miglior modo possibile lo studio con il calcio. Ed è bello riuscire a raccogliere i frutti da entrambi. Perché quando i voti a scuola sono buoni e durante le partite di calcio raccogli anche le soddisfazioni dei compagni capisci che le due cose si compensano e infine ti senti spronato a continuare così».

Oltre alla scuola e al calcio hai altri hobby?

«Quando non studio e non gioco a pallone mi diverto ad uscire con gli amici e a giocare a ping pong con loro. Ma mi piace molto anche leggere, soprattutto i romanzi classici ed i libri fantasy che trattano di avventure fantascientifiche perché amo immedesimarmi in storie diverse e particolari».

E il tuo futuro come lo vedi?

«Bella domanda, per ora penso alla scuola ed al calcio, ma voglio continuare a studiare e un giorno laurearmi in ingegneria».

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