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Amici e conoscenti ricordano Di Guardo: «Un giovane educato, gentile e che guidava con coscienza»

Amici e conoscenti ricordano Di Guardo: «Un giovane educato, gentile e che guidava con coscienza»

Nel bar ristorante della polisportiva, il locale che è diventato un po’ il cuore della frazione Albareto per le varie iniziative e perché scelto dai residenti come luogo di aggregazione, la tragedia...

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MODENA. Nel bar ristorante della polisportiva, il locale che è diventato un po’ il cuore della frazione Albareto per le varie iniziative e perché scelto dai residenti come luogo di aggregazione, la tragedia è stata vissuta e commentata sin dai primi minuti. Capannelli di giovani, il via vai della famiglie che rientravano dal lavoro, chi non sapeva si informava. Alcuni amici spiegavano, come raccontato nell’edizione di ieri, della moto che Giuseppe aveva appena pulito, lavato e sistemato e tutti non si capacitavano di quello che era successo. «Veniva qui qualche volta - dicono i gestori del locale - per prendere qualche pizza.

Una persona molto educata e bonaria. Ho fornito il filmato delle nostre telecamere alla polizia municipale, in modo che avesse con chiarezza il quadro della situazione. Ieri pomeriggio, ieri sera e anche oggi qui non si parlava d’altro. Era una famiglia riservata, di lavoratori, una famiglia per bene e, da quello che sentivo, lui era molto gentile con tutti. Una buona persona insomma». In parecchi, vicini, conoscenti, si soffermano su quella distrazione fatale. «Se solo avesse messo il casco... Almeno poteva “giocarsela”, poteva avere qualche chance in più perché pare che abbia sbattuto solo la testa.

Col casco si sarebbe protetto». Anche sui social il cordoglio, l’amarezza e l'incredulità non mancano. «Non riusciamo a capacitarci - scrive un’amica - di come abbia potuto tralasciare una cosa così importante, lui esperto motociclista lo indossava sempre, è sempre stato super attento. La vita purtroppo non perdona niente». «Io lo conoscevo - scrive un’altra - un bravissimo ragazzo, sempre con il sorriso, e disponibile ad aiutare. Sì, era senza casco, ma semplicemente perché era davanti casa sua e credo stesse facendo solo una prova. Vi assicuro che non era un incosciente. Anzi tutt’altro. Un ragazzo in gamba sempre molto educato e posato. Quello che gli è successo è una vera tragedia».

La moto maledetta non verrà ispezionata, non ci sarà una perizia specifica per verificare una eventuale anomalia. Sarà presto restituita alla famiglia.
 

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