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Il sindacalista Capponi: «Poletti per anni ci snobbò»

Il sindacalista Capponi: «Poletti per anni ci snobbò»

CASTELNUOVO. La presenza del ministro Poletti non trova il gradimento di Diego Capponi, candidato di Leu, ma soprattutto storico delegato sindacale del settore carni. «Sono un operaio addetto, da...

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CASTELNUOVO. La presenza del ministro Poletti non trova il gradimento di Diego Capponi, candidato di Leu, ma soprattutto storico delegato sindacale del settore carni. «Sono un operaio addetto, da oltre 35 anni, nella lavorazione delle carni nel distretto ed ho seguito, come delegato sindacale, l’intera vertenza Castelfrigo. Con stupore e sdegno ho appreso dell’iniziativa del Pd. Sono stupito perché, dopo decenni di silenzio, ci si accorge del distretto delle carni. E se ne parla perché un gruppo di lavoratori stranieri, sfruttati all’inverosimile, ha alzato la testa e rifiutato il caporalato. Un sistema basato su false cooperative, lontane da ogni principio di mutualità, che sottopongono i lavoratori ad orari e ritmi di lavoro massacranti. Coop dedite all’evasione fiscale e contributiva. Il mio sdegno nasce dal ricordo di dieci anni fa, quando a noi che denunciavamo questo tipo di cooperazione degenerata, Poletti, allora presidente di Legacoop rispose: “La Cgil ha una visione distorta e non veritiera del mondo cooperativo”. Oggi Poletti ha anche il coraggio di presentarsi a pontificare sui “modelli di sviluppo”. Proprio lui, Poletti che, depenalizzando l’intermediazione fraudolenta di manodopera, ha agevolato di fatto quelle cooperative. Come se non bastasse parlerà la Cisl, che ha firmato un accordo segreto con Castelfrigo per escludere chi ha scioperato e salvare chi “sposa il progetto dell’azienda”. Tutta gente mai vista davanti ai cancelli della Castelfrigo a portare solidarietà ai lavoratori. Come credere a personaggi che da anni conoscono il problema ma hanno assunto provvedimenti che sono una concausa del sistema illegale di oggi?».



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