Vaccini, lacune sui nidi a domicilio
Gasparini: «E ci sono 110 bimbi, tra scuole pubbliche e paritarie, da regolarizzare»
Mancano pochi giorni al 10 marzo, data entro la quale i genitori dei bambini che frequentano i nidi e le scuole d’infanzia devono dimostrare di avere vaccinato i propri figli o aver iniziato il percorso vaccinale.
Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, l’assessore Stefania Gasparini ha fatto un resoconto su quale sia la situazione a Carpi, rispondendo a un’interrogazione di Fratelli d’Italia che ne chiedeva conto.
In merito al tema rimane controverso il caso della cosiddetta istruzione parentale, ossia a domicilio. «Esistono solo poche norme che regolano questa forma e nulla viene detto sugli obblighi vaccinali» ha commentato l'assessore al riguardo.
Mentre, per quanto riguarda i nidi d’infanzia comunali e privati convenzionati «al 20 gennaio avevamo 20 bambini che devono aggiornare la loro posizione, di cui oltre il 95% aveva già preso l’appuntamento per il vaccino - ha spiegato - Nelle scuole d'infanzia comunali, invece, saliva a 90 il numero di bambini che devono mettersi in pari, avendo presentato l’autodichiarazione o la richiesta di vaccinazione all’Ausl, anche in considerazione del fatto che i tempi della legge nazionale sono stati piuttosto stretti, contrariamente a quella dei nidi. Anche in questi casi, la maggioranza ha appuntamenti programmati o già realizzati».
Ad oggi, non sono stati segnalati inadempienti, dunque, né da parte di Ausl né dai nidi e delle scuole statali e private. (camma)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
