Gazzetta di Modena

Modena

DENUNCIA DI una mamma 

«A mia figlia viene negato il tempo pieno a scuola»

di Davide Berti
«A mia figlia viene negato il tempo pieno a scuola»

Sembra aver dato i primi frutti il protocollo d’intesa tra dirigenti scolastici e Comune di Modena sulle iscrizioni alle scuole primarie e secondarie. Le polemiche sono state in numero inferiore agli...

3 MINUTI DI LETTURA





Sembra aver dato i primi frutti il protocollo d’intesa tra dirigenti scolastici e Comune di Modena sulle iscrizioni alle scuole primarie e secondarie. Le polemiche sono state in numero inferiore agli ultimi due anni, dove si era registrata una vera e propria agonia. Telefonate e segnalazioni al nostro giornale ne sono arrivate in numero inferiore e, quando è stato possibile, le criticità sono state prima segnalate ai dirigenti e in diversi casi i problemi sono stati risolti senza “titoloni” sui giornali e per il bene delle famiglie. Questo non vuol dire che i problemi non ci siano. Se ha funzionato meglio l’attribuzione delle scuole ai futuri studenti, è la suddivisione di questi secondo i comprensivi fatti in fretta e furia che lascia qualche strascico: ci sono scuole stracolme che non hanno più posto nemmeno per uno spillo, scuole che invece che rischiano di perdere sezioni. Un aspetto che nelle prossime settimane andrà approfondito e valutato anche in ottica futura: in questo senso l’aver rinviato di un anno il progetto sulle scuole medie di chiudere il sabato per differenziare l’offerta formativa dei comprensivi durante la settimana non ha aiutato.

Tra tutte le segnalazioni giunte in questo periodo – anche se è in queste ore che le famiglie stanno imparando dalle singole scuole il loro destino – una fa piuttosto riflettere. È il caso di una famiglia in uscita dalla scuola d’infanzia Cimabue e assegnata dal Comune alle scuole elementari Pascoli secondo la logica dello stradario. Fin qui tutto bene. Peccato che le Pascoli siano scuole che non offrono il tempo pieno, aspetto invece che per la famiglia in questione è una esigenza primaria dal momento che la madre si trova da sola con tre figlie e deve lavorare tutto il giorno per portare avanti la famiglia. Da qui la richiesta di poter accedere a due scuole elementari che garantiscano la copertura fino alle 16.30, due scuole possibilmente vicine a casa per loro che risiedono in via Guicciardini: la madre indica Buon Pastore e in seconda battuta Pisano come scelte. Nulla da fare: «Mi hanno risposto che non c’era posto – racconta la madre, P.P., che ha segnalato il caso alla nostra redazione – e che dovevo accontentarmi di altre soluzioni. Mi hanno detto che cera posto a Cittanova, a Cognento, alla Madonnina e alle Galilei. Nessuna di queste scuole mi permette una organizzazione familiare sostenibile: sola, con tre figlie, devo lavorare e non ho nessuno che mi può aiutare. Non posso permettermi una scuola lontana da casa dove non posso contare sull’aiuto di nessuno, nemmeno di chi abita in quartiere. Così mi hanno costretta a scegliere in fretta e furia. La meno peggio come distanza tra le proposte, sebbene soluzione comunque problematica, erano le Galilei. E anche qui tre giorni fa mi hanno detto che non c’era posto». Così ora la signora che abita in via Guicciardini per poter usufruire di un tempo pieno deve andare o a Cognento, o a Cittanova, o nel quartiere Madonnina o a San Damaso: «Non dovrebbe essere una scuola dell’obbligo? E allora ci obbligano a non frequentare la scuola se queste sono le proposte. Cosa sono, sfortunata solo perché abito in un quartiere dove la scuola che mi viene assegnata non fa tempo pieno? E’ questa la logica dei servizi alle famiglie?»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google