Gazzetta di Modena

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Donna di 39 anni partorisce in ambulanza tra Pavullo e Sassuolo

di Daniele Montanari
Donna di 39 anni partorisce in ambulanza tra Pavullo e Sassuolo

Nella notte in auto con il marito da Pievepelago si ferma a Pavullo poi in viaggio con l'ostetrica verso Sassuolo ma non arriva in tempo all’ospedale 

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SASSUOLO. Le sono venute le doglie nel cuore della notte, ha fatto una corsa in ospedale ma il bimbo è stato più veloce ed è venuto alla luce in ambulanza.

Sta benissimo il neonato così come la mamma, per quanto la donna sia un po' provata dall'esperienza del tutto particolarer. È la prima nascita “on the road” dopo la chiusura del punto dedicato all'ospedale di Pavullo.

La protagonista della vicenda è una donna di 39 anni di Pievepelago e tutto questo è accaduto nella notte tra sabato e domenica.

«Verso mezzanotte e un quarto sono cominciate le doglie – racconta dal letto di ospedale a Sassuolo – ho detto a mio marito: ci siamo! E siamo venuti giù di corsa in macchina. Pensavo di riuscire a partorire in ospedale, ma prima della rotonda del Conad, a Pavullo, mi si sono rotte le acque. Mio marito è arrivato in un brevissimo tempo al Pronto Soccorso: lì sono stati bravissimi, e io mi sono tranquillizzata soprattutto vedendo che l'ostetrica sapeva fare il suo lavoro. Mio marito era più agitato».

Vista la situazione, e considertato il fatto che a Pavullo non si può partorire, in un attimo è stata predisposta l'ambulanza con tre sanitari a bordo. E a quel punto via a sirene spiegate verso Sassuolo.

Ma il bimbo aveva decisamente più fretta: «Eravamo ormai già nel territorio di Sassuolo – continua la mamma – quando all'1.30 è arrivato il momento: sì, il bimbo è nato in ambulanza, assistito da personale davvero premurosissimo, a partire dall'ostetrica. L'ambiente era piuttosto stretto, è vero, e gli scossoni della strada si sono sentiti. Ma è andato tutto bene, per me l'importante è solo questo».

Arrivati in ospedale, mamma e bimbo sono stati immediatamente portati in reparto per tutte le cure del caso, ma con la consapevolezza che i parti precipitosi di solito non comportano rischi per mamma e neonato. Ed è stato così anche stavolta, senza complicanze.

Immaginarsi l'emozione del marito che è dovuto sopraggiungere in macchina - perché l'ambulanza era troppo “affollata” - trovandoli all'arrivo già in due.

Per la 39enne questo è stato il secondo parto precipitoso: «Ho fatto in fretta anche con la bimba – ricorda – ma lei almeno era nata all'ospedale di Sassuolo, anche se poco dopo l'arrivo. Questo l'ha battuta sui tempi. Se fossimo stati rallentati da ghiaccio o neve - presenti già il giorno dopo - poteva nascere anche in macchina... Ma è andata decisamente meglio così: ringrazio di cuore ancora tutti i sanitari per la professionalità e l'umanità dimostrata. Al mio bimbo racconterò poi la sua nascita da film».
 

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