Modena. Professore deve restituire 1,2 milioni di euro
Docente del Tassoni (in permesso) faceva il promotore finanziario e viaggiava all’estero: i due incarichi sono incompatibili
MODENA. Da professore di scuola superiore mai avrebbe potuto guadagnare 1,2 milioni di euro se non insegnando per decine di anni. Ma adesso un docente del liceo scientifico “Tassoni” di Modena si vedrà costretto - salvo che la sentenza non venga ribaltata in Appello - a versare al ministero dell’Istruzione un milione e 218mila euro, comprensivo di rivalutazione. Lo hanno disposto i giudici della Corte dei Conti dopo che la Procura contabile aveva analizzato la sua situazione patrimoniale.
L’uomo, infatti, si è assentato da scuola per un lungo periodo, dovendo accudire la madre. In totale si parla di 458 giorni complessivi nell’arco di tempo compreso tra febbraio 2013 e maggio 2015. Permessi che la Legge prevede, ma la stessa Legge non autorizza un dipendente pubblico né ad effettuare viaggi premio nel periodo in cui si trova in permesso né tantomeno ad esercitare il ruolo di promotore finanziario. Che invece sono i due casi di specie che il procuratore Alfio Vecchio ha contestato a M.M. difeso dall’avvocato Pini di Bologna. A dire il vero l’accusa annota come il professore abbia percepito quasi 56mila euro di stipendio nel periodo di assenza dalle aule di insegnamento, ma i giudici hanno considerato l’effettiva correttezza dei permessi se non in un solo caso. A maggio 2013, in piena attività scolastica, il docente ha infatti lasciato l’Italia per recarsi in Medio Oriente: un viaggio offerto dalla banca per cui fa il promotore finanziario fin dalla metà del dicembre 1992. E allora di quei 56mila euro dovrà restituirne soltanto 1216 euro, ossia per la settimana di assenza che non poteva essere ricondotta all’assistenza della madre.
Molto più complessa risulta invece la vicenda collegata al suo ruolo di promotore. Per la Procura, e anche per i giudici in fase di sentenza, si tratta di un incarico incompatibile con quello di dipendente pubblico. E se anche lo fosse andrebbe preventivamente autorizzato dal dirigente scolastico. Dai documenti acquisiti c’è una sola domanda di autorizzazione per l’anno scolastico 2011/12 mentre mancano quelle delle annate successive se non un attestazione del preside, che però si limite a ricordare come il prof avesse fatto in passato richiesta. Un’attestazione che si scontra con le stesse dichiarazioni del docente il quale ammette di non aver fatto domanda in quanto spesso assente per lunghi periodi.
La Procura ha rilevato come M.M., per l’attività di promotore finanziario svolta nei periodi di assenza dell’autorizzazione scolastica, avrebbe percepito compensi per un totale di 1.216.996 euro così ripartiti: luglio-dicembre 2012 122.223 euro; gennaio-dicembre 2013 282.219 euro; gennaio-dicembre 2014 408.963 euro; gennaio-dicembre 2015 403.590 euro. E a poco è valsa la difesa secondo cui il professore sia iscritto all’albo dei consulenti finanziari, istituito nel 2016, poiché le contestazioni sono precedenti.
Sulla vicenda dell’insegnante si era mossa in passato anche la Procura di Modena, che lo aveva indagato per truffa a fronte dei permessi goduti. Il Giudice per le indagini preliminari aveva però disposto l’archiviazione dall’accusa.
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