Rubrica Fuori Classe / Sant'Agostino, una storia che si perde nei secoli
La chiesa che si affaccia su via Emilia Centro ha radici lontane e ospita opere d'arte di grande valore
Sant’Agostino, Modena. Dal punto di vista artistico, la città vanta numerosi monumenti, tra i quali spiccano il Duomo e la celebre Ghirlandina, il Palazzo Ducale e Piazza Grande. Da sempre, però, la chiesa di Sant’Agostino è uno dei principali punti di riferimento, anche se non tutti sono a conoscenza delle sue antiche radici.
Di origine trecentesca come cappella dei frati agostiniani, la chiesa fu completamente rimodernata nel 1659 alla morte del Duca Francesco I d’Este. In quell’occasione, le decorazioni che ornavano la cattedrale affascinarono la duchessa Laura Martinozzi, vedova del successore di Francesco, Alfonso IV, la quale decise di trasformarla in Pantheon degli Este. Lo stile della chiesa, originariamente gotica, può essere definito oggi come barocco all’emiliana: garbato, equilibrato e con evidenti tocchi femminili nella statuaria.
La cattedrale presenta un’unica navata, considerata all’epoca della Duchessa come un grande “teatro sacro”, dove il profondo presbiterio fungeva da palcoscenico su cui celebrare i funerali dei membri della famiglia. Dal punto di vista architettonico, il soffitto piatto a cassettoni è considerato uno dei più estesi d’Europa nel suo genere e presenta negli affreschi figure di santi e personaggi appartenenti al casato che vengono così canonizzati deliberatamente.
Per quanto riguarda le statue rappresentanti angioletti che decorano attualmente la chiesa, è necessario dire che nel ‘600 i volti erano in realtà dei teschi, poi modificati nell’‘800. Dentro la basilica si trovano due opere molto importanti: il gruppo scultoreo “Compianto sul Corpo di Cristo” di Antonio Begarelli (1524-26) e il frammento di affresco di una Madonna col Bambino attribuito a Tommaso da Modena.
L’interno riccamente decorato è in netto contrasto con la semplice facciata che, tuttavia, conserva un bel portale e un rosone cinquecentesco; la cattedrale presenta, inoltre, una notevole sala dei mantici dove si trovano le casse piene d’aria che alimentano il prezioso organo, i mantici appunto. Molto particolare è la struttura del sottotetto caratterizzata da spesse travi in legno che sorreggono la parte superiore della chiesa.
Tale patrimonio artistico è stato tuttavia danneggiato dal sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna nel 2012 causando numerosi e gravi danni all’apparato decorativo della basilica. È così che il 14 luglio 2017 il Comune di Modena ha dato inizio ai lavori di restauro, da terminare presumibilmente entro maggio 2018; per questo motivo la chiesa è attualmente chiusa.
* studentesse classe 5AL liceo linguistico Muratori- San Carlo
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