B. Braun risorta dal sisma investe e assume ancora
Presentati i nuovi progetti e un laboratorio di ricerca realizzati con il supporto della Regione e in sinergia con la Ima di Alberto Vacchi e un’azienda di Teramo
Un investimento di 3.608.658 euro a fronte di un contributo regionale di 1.517.406 e con 50 nuove assunzioni, di cui 20 laureati, sono le basi - importanti - dell’innovativo progetto per lo sviluppo di cateteri e contenitori speciali per farmaci, nonché di un laboratorio di ricerca denominato Performance e Usability, di B. Braun Avitum Italy, azienda di Mirandola nel settore biomedicale.
Nel 2016 l’azienda si è aggiudicata il bando regionale previsto in attuazione della legge 14 del 2014, che ha l’obiettivo di implementare programmi d’investimento per le imprese per accrescerne capacità competitive ed innovative. Il progetto è stato presentato ieri mattina in B. Braun.
«Questo bando e la crescente richiesta dei nostri prodotti da parte del mercato statunitense ci hanno consentito di dare il via al progetto per lo sviluppo di innovativi contenitori per una nuova generazione di antibiotici pre-dosati - ha detto Francesco Benatti, Ad B. Braun - la produzione dei contenitori verrà messa a punto all’interno dei nostri stabilimenti tra novembre e dicembre, in collaborazione con la casa madre, B. Braun Avitum Germany. L’impianto automatizzato per il riempimento dei contenitori, invece, verrà realizzato per noi dall’azienda Ima Life di Ozzano dell’Emilia. Il riempimento dei contenitori, infine, sarà curato da un’altra azienda di Teramo prima che il farmaco venga poi esportato negli Usa».
«Questo progetto sviluppato per B. Braun nasce da un rapporto pluriennale di collaborazione ed è un progetto unico nel mondo farmaceutico che rinsalda il sistema della filiera emiliana. Grazie alla presenza di nuove tecnologie siamo in grado di sviluppare e produrre sul territorio prodotti all’avanguardia destinati poi ai mercati esteri», ha confermato Alberto Vacchi, presidente e Ad di Ima e presidente di Confindustria Emilia.
«Il nostro impianto automatizzato consentirà di riempire i contenitori, tipi particolari di buste, con polvere e liquidi in condizioni asettiche e di totale sicurezza come richiesto da B. Braun - hanno puntualizzato i tecnici di Ima Gianni Balboni e Luigi Meletti - ci lavoriamo dal 1993 e noi emiliani siamo i primi al mondo ad avere questa tecnologia».
«È un orgoglio aver contribuito a incrementare la capacità produttiva delle nostre aziende grazie alla Legge 14 - ha detto Palma Costi, assessore regionale alle attività produttive - Abbiamo investito tra i 40 e i 120 milioni di euro in 13 progetti per la ricerca, la formazione e l’implementazione energetica destinati ad altrettante aziende. E aumentato anche del 50% l’occupazione arrivando a 1.206 occupati in più». Soddisfatto anche il sindaco di Mirandola, Maino Benatti, che ha parlato «dell’importanza di investire sulle nuove tecnologie, lo sviluppo e la ricerca per rendere sempre più attraente il distretto biomedicale e creare lavoro».
La mattinata si è conclusa con un tour nell’azienda: dalla zona di ricerca e sviluppo, a quella delle due camere bianche dove nascono i prodotti destinati al mercato americano, fino ai magazzini ricostruiti interamente in legno e in soli 7 mesi post sisma, che garantiscono anche un risparmio energetico del 30 per cento.
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