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da sabato al polo artistico culturale 

Ci viveva l’elite del medioevo In mostra i reperti già raccolti

Ci viveva l’elite del medioevo In mostra i reperti già raccolti

NOVI. “In loco ubi dicitur Vicolongo”. Ovvero: “Nel luogo chiamato Vicolongo”. Si chiama così la mostra sull’insediamento medievale di Santo Stefano, che inaugura sabato alle 16.30 nella sala civica...

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NOVI. “In loco ubi dicitur Vicolongo”. Ovvero: “Nel luogo chiamato Vicolongo”. Si chiama così la mostra sull’insediamento medievale di Santo Stefano, che inaugura sabato alle 16.30 nella sala civica “Ferraresi”. I volontari del Circolo naturalistico novese e del Gruppo archeologico locale sono al lavoro da giorni, per allestire i locali dove si terrà la mostra, in un’ala del Polo Artistico Culturale di Via Di Vittorio.

I materiali della mostra sono anzitutto oggetti metallici in ferro, come chiodi, armi, e strumenti di lavoro. Soprattutto chiavi, che hanno svariate tipologie e dimensioni. Ce ne sono anche in lega di rame, specie ornamenti ed elementi di cintura, come le fibbie. Tanti i decori per gli abiti, molti dei quali piccoli oggetti utilizzati per ornare gli abiti. Tutti elementi che hanno fatto pensare ad una certa rilevanza anche sociale di quanti vivevano a Vicolongo, al punto che si parla di “carattere elitario degli abitanti del castrum”.

Soprattutto la scoperta di ceramiche smaltate e ingobbiate, così come di materiali rari in questi insediamenti, fa pensare ad una rete commerciale estesa, fino all’Adriatico. Speciale poi il capitolo delle monete. Alcune di epoca romana, risalenti al IV secolo dell’età augustea. Molte invece medievali, provenienti da zecche emiliane e lombarde. C’è anche un denaro di Federico Barbarossa. Capitolo particolare per le armi, tra cui spiccano i frammenti di una “basilarda”, arma corta del Duecento.

Lo scopo della mostra è stato anche quello di radunare, sotto l’egida della Soprintendenza, raccolte che si erano “sparpagliate” sul territorio, in modo da creare un museo unico di Vicolongo. La mostra di Novi troverà presto un parallelo a Modena.

Al Pac resterà aperta da sabato al 25 aprile (il giovedì dalle 10 alle 12.30, sabato e festivi dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18). L’ingresso è gratuito, per informazioni rivolgersi in biblioteca 059 6789220.

Per questo evento Novi dovrà ringraziare la sua amministrazione, la Pro Loco, la Soprintendenza, Il Circolo Naturalistico Novese, il Gruppo Studi Bassa Modenese, il Gruppo Archeologico Carpigiano. Unimore (Dipartimento scienza e vita) e i curatori Sara Campagnari e Mauro Librenti. (ase)

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