La dirigente: «Interveniamo per fermare i vandalismi»
Dopo gli episodi di bullismo e i vandalismi all’uscita da scuola, arriva, puntuale, l’intervento di Giuliana Marchetti, dirigente del primo istituto comprensivo, dov’è inserita anche la scuola media...
Dopo gli episodi di bullismo e i vandalismi all’uscita da scuola, arriva, puntuale, l’intervento di Giuliana Marchetti, dirigente del primo istituto comprensivo, dov’è inserita anche la scuola media Leonardo da Vinci.
Nelle vicinanze dell’istituto, infatti, si verificano episodi di intolleranza tra gli studenti che hanno appena lasciato le aule. Giovanissimi, non ancora quindicenni, che si affrontano, mettendo in pericolo la propria incolumità e quella degli altri.
«Tali episodi - ha commentato la dirigente scolastica Giuliana Marchetti - sono assolutamente da condannare e occorre intervenire velocemente per farli finire. Come scuola l’educazione alla convivenza è uno dei nostri obiettivi, non facile e non raggiungibile con solo le nostre forze. I docenti sono da sempre impegnati a individuare eventuali comportamenti aggressivi, vandalici e da bulli che possano verificarsi a scuola per intervenire tempestivamente e tutto il personale condivide ed è seriamente impegnato in una costante azione educativa che, in stretta collaborazione con le famiglie, sta favorendo un ambiente scolastico sereno con la riduzione significativa di episodi problematici». La dirigente poi, ritiene che non sia giusto puntare il dito contro studenti della “Leonardo” dopo le segnalazioni dei cittadini. «Individuare però i colpevoli degli atti di vandalismo negli alunni anziché indicare dei minori - dice - la cui responsabilità ricade in primo luogo sulla famiglia, significa una volta di più addossare alla scuola tutta la responsabilità. Questo favorisce il clima di sfiducia che ha progressivamente minato l’efficacia degli interventi degli insegnanti. Trattandosi di minorenni non si vuole con ciò voltare la testa da un’altra parte e dire che non ci interessa, ma bisogna cogliere ancora una volta la sfida educativa per operare in modo ancora più incisivo per favorire la crescita di persone e cittadini responsabili. Speriamo, peraltro, che questa sfida sia raccolta da tutti gli adulti». (al.scibona)
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