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Modena, ladri e rabbia in via Birmania

Modena, ladri e rabbia in via Birmania

Saccheggiata per la seconda volta la casa di uno dei promotori del gruppo di controllo del vicinato

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MODENA. È qualcosa di più di un furto in casa, di un appartamento saccheggiato e messo a soqquadro. Perché è una pugnalata alle spalle, una ferita per tutti i residenti che un anno fa, proprio a causa di un ennesimo furto, quello nell'abitazione che è stata di nuovo visitata dai ladri l’altra sera, avevano deciso di fare sentire alta la propria voce alle istituzioni. Si sentivano dimenticati, loro, in quel gruppo di case in via India, Birmania e laterali, alle porte della frazione Albareto, nella campagna dove è facile arrivare e poi scomparire senza lasciare traccia. La loro situazione era stata resa nota dai media, una delegazione in seguito era stata ascoltata in questura, e assieme alla polizia municipale, con incontri specifici, pian piano è stato creato il gruppo di controllo vicinato. Ora il furto, quasi una beffa, nella casa da cui era partito tutto, il cui proprietario è stato ed è tra i fautori del gruppo di controllo.

I banditi sono entrati in azione sabato sera, tra le 19 e le 21, raggiungendo il secondo piano dell’abitazione, rompendo una finestra per poi mettere sottosopra tutte le stanze e fuggire con monili ed effetti personali del padrone di casa.

Il coordinatore del gruppo di controllo di vicinato esprime la sua amarezza e la sua rabbia: «Purtroppo la sua casa è un po’ defilata, è la prima che si vede sulla strada in via Birmania, è un po’ in angolo. I ladri probabilmente sono arrivati dalla campagna e si sono potuti nascondere bene. Ora ci sentiamo tutti un po’ impotenti. Le segnalazioni ce le siamo scambiate, certo, ma quando ormai era tutto già stato consumato. Ci mettiamo e ci abbiamo messo l’impegno, in passato abbiamo chattato e segnalato presenze sospette ma non si trattava mai di delinquenti».

«Insomma, noi ci mettiamo l’impegno - conclude il residente - ci diamo da fare, le forze dell’ordine, pur nelle loro ristrettezze, si danno da fare e fanno quello che possono. Ma è tutto il sistema che non funziona: troppi delinquenti entrano da una porta ed escono da quell’altra...».

Stefano Totaro
 

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