Salvini a Modena: «Pronti a liberare la città di mia nonna»
Comizio su un "predellino" davanti all'Albinelli : «Sarebbe orgogliosa di voi» Poi va all’Errenord: «Chi non è in regola va preso per le orecchie e portato via»
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Non proprio un predellino, anche perché l’alleato Silvio non lo nomina mai, ma forse anche meglio: una sedia rimediata al volo al bar, un accenno alla nonna di Modena e una promessa: «Libereremo questa città». Sono le 11.30 di un martedì mattina, quando il calendario segna meno dodici alle elezioni, mentre Matteo Salvini scalda i modenesi venuti a salutarlo con un comizio improvvisato davanti al mercato Albinelli. Un centinaio le persone che hanno raggiunto l’angolo tra via Albinelli e via dei Servi, seguendo le forze dell’ordine, abbondantemente schierate perché insieme al leader della Lega ieri era attesa la contestazione del Guernica: contestazione che in realtà si è risolta in un presidio di una ventina di persone, che da piazza XX settembre hanno ribadito un “no” fermo alle politiche del Carroccio, esponendo uno striscione che recitava “Salvini not welcome”.
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Ma la giornata modenese dell’“altro Matteo” è stata tutto sommato tranquilla, a parte i ritmi che nel giro di poche ore lo hanno portato da Mirandola a Modena, per passare poi da Parma, tornare a Sassuolo e Vignola e chiudere a Bologna. Dopo il passaggio nella Bassa, dunque, il leader della Lega è arrivato al mercato Albinelli intorno alle 11.30, recuperando una sedia al bar per improvvisare un comizio davanti all’ingresso della storica struttura: «Non abbiamo i soldi di Renzi e francamente va bene così - ha ironizzato indicando la sedia - e quindi facciamo le cose alla vecchia maniera». Quindi, un dettaglio familiare che nessuno conosceva: «La mia nonna era di Modena - ha detto Salvini - e sono certo che, se fosse qui ora, vedendo l’accoglienza e il coraggio di Modena, sarebbe molto felice. Vi dico grazie da parte sua, e vi prometto che libereremo questa città».
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Una promessa che ha fatto scattare l’applauso dei fan, mentre la “gara di selfie” con il segretario ha portato ad uno scatto non proprio scontato: a chiedere una foto con Salvini è stato anche Jean Bosco, un cittadino del Burkina Faso, residente da 13 anni in Italia e al momento in disoccupazione dopo aver perso il lavoro: «Matteo non è un razzista - ha confidato alla stampa - ma uno che dice le cose giuste per questo Paese». Ma prima del bagno di folla all’interno del mercato, Salvini dal suo “predellino” ha detto di voler «garantire più lavoro per tutti, e questo vuol dire che troveremo un impiego anche a quei dieci sfigati dei centri sociali che manifestano, mentre il mio primo impegno è quello di cancellare la legge Fornero». Quindi, un attimo prima della foto con il cittadino africano, un passaggio - piuttosto soft - sull’immigrazione:
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«Accoglieremo chi porta ricchezza - ha detto il segretario leghista - e rispetteremo chi scappa davvero dalla guerra, ma a Modena, come in tutta Italia, rimanderemo a casa chi è qui per rubare e per spacciare». Non poteva mancare una stoccata al Pd dei “paracadutati” nei collegi modenesi: «Sono contento di essere qui perché l’Emilia vuole cambiare, finalmente. Il Pd ha preso l’Emilia Romagna come il rifugio dei trombati - ha aggiunto Salvini prima di concedersi alla pioggia di selfie richiesti dai commercianti del mercato - da Casini alla Lorenzin alla Fedeli, pensando che i modenesi e gli emiliani digeriscano di tutto. Non è così: c’è voglia di lavoro, c’è voglia di regole, c’è voglia di sicurezza». Ma la bordata arriva anche ai pentastellati: «La sinistra ha fallito e i Cinque stelle stanno cercando gli scontrini in giro per mezza Italia - ha concluso il segretario - la Lega è la forza della concretezza, della sobrietà, del coraggio».
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Ma prima di spostarsi a Parma per tornare poi a Sassuolo e Vignola, il leader del Carroccio ha fatto un sopralluogo nell’edificio dalle vicissitudini più complesse della città, l’Errenord di via Attiraglio: «Ho letto di spaccio, risse, aggressioni - ha detto dopo essere arrivato sul posto - e di tunisini contro ghanesi. Insomma, la dura vita del residente che paga. Dobbiamo tornare a far rispettare le regole, senza fare promesse. Chi fa casino va preso per le orecchie e portato da un’altra parte». Anche qui, però, l’“l’altro Matteo” ha ricevuto un’accoglienza non scontata da diversi inquilini stranieri, che hanno salutato e incitato il leader di una Lega che si affaccia al 4 marzo con il vento in poppa.
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