Se il volontariato parte dai medici
Studenti e laureati dedicano tempo agli altri: dall’ospedale dei pupazzi alla clown terapia, fino alle... tartarughe
FORMIGINE . A Modena opera un’associazione gestita da studenti di Medicina, che si occupa sia di attività di formazione degli studenti stessi che di attività di sensibilizzazione della popolazione nei confronti di temi etici e sanitari. «È proprio nell’ambito del SISM, Segretariato Italiano Studenti di Medicina, che mi sono avvicinata per la prima volta ad attività di volontariato - racconta Nicole Pini, 25 anni, di Formigine, laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Modena e Reggio Emilia - In particolare il primo anno di università ho preso parte all’ “Ospedale dei Pupazzi”, progetto rivolto a bambini tra i due e gli otto anni, finalizzato a migliorare, attraverso momenti di gioco, il rapporto dei piccoli con la figura del medico e con l’ambito ospedaliero. A partire dagli anni successivi ho invece partecipato allo “Smile-X Project”, operativo con attività di clown-terapia nei reparti di Medicina I e Pediatria del Policlinico di Modena”. Nicole, che nel tempo libero pratica anche karate, di cui ha conseguito il grado di cintura nera I Dan presso l’associazione “ASD Shotokan Karate Club” di Formigine, racconta che ha deciso di impegnarsi in questi progetti perché affascinata dall’opportunità “di poter portare un po’ di sollievo e affetto ai degenti e allo stesso tempo arricchire la mia formazione come medico attraverso esperienze che permettono un rapporto ancora più diretto ed umano coi pazienti. È bellissimo come ogni servizio di clown-terapia riesca ad essere un momento di condivisione di emozioni, in cui creare un contatto con persone che hanno bisogno di conforto e che sono in grado di insegnare tanto. Per quanto riguarda il volontariato, si può davvero dire che io sia passata dal Policlinico di Modena all’“Ospedale delle Tartarughe” di Lampedusa – sorride Nicole - Nel 2014, infatti, spinta dal desiderio di mettermi alla prova e al contempo di impiegare la mia estate in modo utile, ho deciso di informarmi presso il Centro Servizi per il Volontariato di Modena sulle opportunità di partecipare a campi di volontariato estivi. Tra le varie proposte mi aveva colpito la possibilità di collaborare come volontaria alle attività del Centro di Soccorso e Cura Tartarughe Marine di Lampedusa, gestito dalla biologa Daniela Freggi, e ho fatto domanda per partecipare. In agosto, tra un esame e l’altro, sono quindi partita alla volta di Lampedusa, dove ho passato un’intensa settimana, fatta di lavoro e grandi soddisfazioni, insieme agli altri volontari. Ciò che amo di più del volontariato - afferma Nicole - è che insegna a collaborare, a lavorare insieme e con passione per dare il proprio piccolo contributo per il raggiungimento di un obiettivo, magari ambizioso, come appunto la salvaguardia di una specie, oppure più semplice, come donare un sorriso a chi soffre, ma che comunque sembra meno irraggiungibile quando lo si rincorre insieme. Ho visto e vedo tanto entusiasmo nei volontari con cui ho lavorato, sia nel SISM che al Centro di Soccorso e Cura Tartarughe Marine di Lampedusa, e devo dire che la maggior parte di loro sono giovani. Il SISM è gestito, e le sue attività sono organizzate, proprio da giovani studenti che si dedicano con grande passione ai progetti in cui credono. A Lampedusa, poi, ho conosciuto ragazzi da tutt’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, che avevano deciso di dedicare l’estate ad attività di volontariato. Non posso perciò fare altro che contraddire chi affermi che i giovani non sono attivi nel mondo del volontariato. Anzi, penso siano una risorsa fondamentale».
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