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Danni notevoli e quel colpo a Canossa

Ottantamila euro di rame rubato più 70mila euro di mancato incasso in azienda per il fermo macchine causato dall’assenza di impianto elettrico. Ecco quando è costato alla sola Chr Hansen di Canossa...

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Ottantamila euro di rame rubato più 70mila euro di mancato incasso in azienda per il fermo macchine causato dall’assenza di impianto elettrico. Ecco quando è costato alla sola Chr Hansen di Canossa il furto del rame strappato dai cavi e delle cabine elettriche da parte della banda di rumeni. Un danno ingentissimo, avvenuto l’11 novembre dello scorso anno per mano della banda del rame che ora è stata sgominata. Quel furto ha infatti acceso un faro sulla banda grazie alle indagini che sono state messe in campo dai carabinieri di San Polo d’Enza. «In quell’azienda la banda ha lavorato per ben otto ore rubando quanto è stato possibile» racconta il capitano dei carabinieri della stazione di San Polo, Giovanni Tondo,

Il covo della banda era a Cella, piccola località alle porte di Reggio Emilia sulla via che porta verso Parma. Ma il loro raggio d’azione per quanto concerne i furti era molto ampio. Almeno quello che è stato ricostruito dai carabinieri reggiani, che sono stati capaci di disarticolare la banda. I quattro finiti ieri agli arresti sono tutti pregiudicati e senza fissa dimora. Fattore che ha complicato e non poco le indagini dell’Arma. Rintracciarli e tenerli sott’occhio non è stato semplice. Di notevole consistenza la refurtiva ritrovata, 100mila euro circa, comprendente anche oggetti personali, come orologi, i cui proprietari devono essere ancora rintracciati. Le indagini sono ancora in corso e i carabinieri non escludono al momento ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

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