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Maxi frode al fisco per tre milioni: modenese nei guai

Maxi frode al fisco per tre milioni: modenese nei guai

Tre milioni di profitti illegali, due di evasione dell’Iva, 500.000 euro di false fatturazioni. E’ quanto scoperto dalla Guardia di finanza di Correggio nell’ambito di un’inchiesta che ha portato...

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RUBIERA. Tre milioni di profitti illegali, due di evasione dell’Iva, 500.000 euro di false fatturazioni. E’ quanto scoperto dalla Guardia di finanza di Correggio nell’ambito di un’inchiesta che ha portato alla denuncia per fronde fiscale e per dichiarazioni dei redditi infedeli dei due soci e il legale rappresentante di una srl con sede a Rubiera che si occupa di lavorazioni grafiche ed elaborazioni dati per imprese del settore meccanico.

Gli imprenditori e il professionista, due residenti a Casalgrande, uno a Rubiera, rispettivamente di 47, 45 e 42 anni, uno di origini modenesi ma residente nel reggiano, secondo le indagini fin qui compiute dalle fiamme gialle, avrebbero commesso i reati in un lasso di tempo di sei anni, a partire dal 2009 e fino al 2015.

L’indagine, iniziata nel 2016 e conclusa poche settimane or sono, ha preso avvio in seguito a una normale ispezione delle ditta al termine della quale sono stati molti gli elementi che hanno indotto gli uomini della finanza di Correggio ad avviare una serie di verifiche, allargando le indagini ai conti correnti bancari della società, alle banche dati della finanza e con controlli incrociati tra clienti e fornitori della srl e la poderosa massa di documentazione acquisita durante le indagini.

Ed è stato dai controlli incrociati, in particolare sui conti correnti bancari della società, che sono emersi i tre milioni di redditi evasi al fisco: i depositi passati al setaccio non hanno trovato corrispondenza nella documentazione fiscale controllata. Altrettanto è accaduto per i 500.000 euro di false fatture relative a numerose operazioni “fantasma”.

Il passo successivo è stato cercare “la prova del nove”: gli investigatori hanno rintracciato clienti e fornitori della ditta per verificare se vendite o commesse fossero effettivamente avvenute ma la risposta è stata negativa. Inoltre i tre indagati sono accusati di aver evaso Iva per due milioni di euro.

L’indagine della tenenza della finanza di Correggio non è ancora terminata: sono partiti i controlli per verificare l’esistenza di patrimoni accumulati illegalmente e si cercano eventuali partner che potrebbero aver collaborato nel portare a termine la frode.
 

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