Sgominata la banda del rame: denunciato imprenditore di Campogalliano
Cinque arresti. Un imprenditore di Campogalliano è invece stato denunciato per ricettazione. Mezzo milione di materiale
CAMPOGALLIANO. Hanno rubato rame per mezzo milione di euro sradicandolo di notte da aziende e case incustodite, causando danni tali da bloccare anche la produzione di alcune ditte. Una banda di ladri specializzati, pedinati però per 15 giorni dai carabinieri che hanno ricostruito sette furti tra ditte e abitazioni dell’Emilia Romagna e della Lombardia.
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Un’indagine che ha rivolto ora l’accusa per quei furti di rame a cinque romeni, due dei quali arrestati ieri a Villa Cella, nel reggiano, su ordinanza di custodia cautelare emessa in carcere emessa da gip di Reggio Emilia dopo le indagini coordinate dal pm Giulia Stignani. Nei guai anche un imprenditore 47enne di Campogalliano denunciato per ricettazione. Un’operazione - denominata “Cooper Field” - ben più vasta nei numeri e messa a segno dai carabinieri di San Polo d’Enza. Nella rete dell’arma sono finite 12 persone. Tra gli arrestati ieri c’è Cartus Badanac, mentre un altro indagato risulta ora ricercato. Ma sono 5 in tutto le persone colpite da ordinanza d’arresto, infatti, di cui due effettuate in carcere dopo l’arresto in flagranza il 2 dicembre proprio in merito a uno dei furti, quello avvenuto ai danni della ditta Gonzaga Arredi, nel Mantovano. Si tratta di Leonard Alin Burtea (21 anni) e Iulian Alexandru Iscru (23 anni). Fortuna ha voluto che un altro connazionale sia finito sempe ieri in manette dopo l’irruzione dei militari nel covo del gruppo, a pochi chilometri dal centro di Reggio, perché già colpito da un’ordinanza del gip di Modena ma per un furto in un bar di Campogalliano. I colpi messi a segno nelle ditte non solo fruttavano bottini ingenti, tanto che in un’occasione gli inquirenti avevano recuperato cavi di rame per 100.000 euro, ma provocavano danni consistenti, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, alle aziende prese di mira, che in alcuni casi si trovavano sostanzialmente private dopo i furti dell’impianto elettrico saccheggiato e quindi impossibilitate a produrre per periodi prolungati. Le indagini sono scattate il 13 novembre, dopo un furto per un danno di oltre 80.000 euro nell’azienda Chr Hansen di Canossa e quello di attrezzatura in un’azienda agricola vicina. I presunti autori sono stati individuati e pedinati per più di due settimane, notti comprese, e sono emersi indizi a loro carico per altri furti anche alla Eqm sempre di Gonzaga, al macello Unipeg di Luzzara e a danno di due privati a Canossa.
Questa volta, però, è stato poi individuato anche il presunto ricettatore. Si tratta di un imprenditore di 47 anni di Campogalliano, titolare di un’azienda di raccolta metalli, che al termine di ogni colpo, anche in orari notturni e nei giorni festivi, riceveva la refurtiva da smerciare poi in poco tempo. L’uomo è stato denunciato per ricettazione, considerato l’anello di congiunzione tra i due mondi: quello dei ladri e il mercato nero del rame rubato. Oltre agli arresti ci sono altre sei persone denunciate invece a piede libero.
Enrico Lorenzo Tidona
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