«Il telefono di Concas? Mai stato spento»
Due importanti novità sono emerse ieri nel corso dell’incidente probatorio sull’omicidio di Mata Arietta, la prostituta ungherese 24enne il 21 gennaio trovata sfracellata sulla ferrovia dietro il...
Due importanti novità sono emerse ieri nel corso dell’incidente probatorio sull’omicidio di Mata Arietta, la prostituta ungherese 24enne il 21 gennaio trovata sfracellata sulla ferrovia dietro il ristorante Riverside sulla via Emilia verso Gaggio: un incidente che doveva coprire il suo omicidio. La difesa - avvocati Roberto Ricco e Marco Pellegrini - ha portato davanti al gip Paola Losavio e al pm Katia Marino, titolare dell’inchiesta per omicidio volontario, tre “lucciole” colleghe e amiche della vittima nel corso di un incidente probatorio in corso di indagini (le loro testimonianze sono ora agli atti). Le giovani prostitute, che lavoravano non vicine ad Arietta, sempre tra Modena e Castelfranco, hanno riferito due importanti novità, entrambe favorevoli alla difesa del 50enne Pasquale Concas. Primo, nessuna di loro sapeva che Concas avesse il vizio del gioco di azzardo, soprattutto per slot e videolottery, per gli investigatori possibile movente del delitto successivo alla rapina di un calzino della prostituta con 4mila euro. L’elemento è sicuramente importante perché nel frattempo è emerso dalle telecamere di videosorveglianza e secondo testimoni nel locale (personale e clienti) che non risulta traccia di Concas per tutta la notte del delitto: non era lì.
La seconda novità invece riguarda il cellulare di Concas. Si era detto che non funzionava nella notte subito dopo il delitto. Ieri una prostituta ha invece spiegato che è sempre stato attivo e che il sardo residente a Montale le ha inviato messaggi per tutta la giornata e che anzi avevano preso appuntamento per uscire insieme la sera successiva, quando invece Concas è stato arrestato dalla Squadra Mobile. (c.g.)
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