Mercato dei dati personali: un affare da 100 miliardi
Un valore enorme in Europa e superiore negli Usa: nuove norme e sanzioni Ue a tutela di cittadini e imprese contro gli hacker. C’è chi minaccia i “pace maker”
Molti lo ignorano ma è ormai un dato di fatto quello che si può definire quale vero e proprio mercato dei dati personali, al punto che qualcuno lo ha definito «il nuovo petrolio degli anni Duemila».
È stato stimato che, per restare alla sola Europa, avrà un valore di circa 100 miliardi di euro nel 2020, mentre negli Usa ammonta già adesso a 130 miliardi di dollari.
Sulla base di questi dati, forniti dall'avvocato Giovanni Beretta che è consulente legale di Italia Network Consulting, si è tenuto a Reggio Emilia il convegno sulle nuove norme europee per la privacy organizzato da Confcooperative Modena e Confcooperative Reggio Emilia in collaborazione con Icn, Node (società del sistema nazionale Confcooperative) e la software house Sistemi.
Una materia che richiede con sempre maggiore urgenza nuove regole a tutela non solo del cittadino ma soprattutto delle imprese, che in parecchi ambiti si sentono sempre più minacciate. Può valere per tutti l’esempio offerto da una vicenda di cui si è parlato nel convegno: un caso di hackeraggio che ha consentito a pirati informatici non solo di violare dati personali, ma di introdursi addirittura in “pace maker” installati in pazienti cardiopatici, avendo la possibilità di modificarne i parametri.
Un caso limite, ma che evidenzia la rilevanza crescente della tutela dei dati personali gestiti da imprese, amministrazioni pubbliche e associazioni. L'Unione europea stabilisce sanzioni, in caso di violazioni del nuovo regolamento, che possono giungere a 20 milioni di euro e, per le aziende di grandi dimensioni, fino al 4 per cento del fatturato annuo.
Il regolamento, nato per garantire ai cittadini la possibilità di maggiori controlli sulla circolazione dei dati personali, estende molto le tutele prevedendo, ad esempio, che sia considerato "personale" e da tutelare ogni dato che consenta, anche in via indiretta, di risalire all'identità della persona. Per le imprese sono quindi in vista nuove e rilevanti sfide a tutela di clienti, lavoratori, amministratori, altri soggetti di cui vengono raccolti dati da conservare e tutelare.
Confcooperative ha anche predisposto un servizio specifico per le imprese che prevede la valutazione dei rischi cui ci si espone nella gestione dei dati personali, per arrivare a tutte le contromisure sia procedurali che tecnologiche.
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