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Modena City Rimers: «Stop ai pregiudizi contro la poesia»

di Lisa Gurrisi
Modena City Rimers: «Stop ai pregiudizi contro la poesia»

Costituito il collettivo poetico che guarda ai giovani: «Inviate i vostri elaborati, riportiamo le rime nelle strade»

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MODENA. Modena City Rimers: si chiama così il collettivo poetico di Modena che si è riunito per la prima volta nei giorni scorsi. Un nome accattivante, specie nella nostra città.

I primi poeti emergenti del collettivo hanno sfruttato l’occasione per farsi conoscere dal pubblico e uno dopo l’altro si sono raccontati nel modo più significativo per un poeta: attraverso la scrittura.

L’incontro si è svolto così in modo dinamico e creativo, smosso solo dai tempi intervallati di applausi e risate, a volte per i contenuti intriganti delle poesie e a volte perché i ragazzi cercavano sempre di strappare un sorriso.

Fatto sta che Modena City Rimers ultimamente si sta facendo strada tra giovani e adulti modenesi, grazie soprattutto al grande e per certi aspetti inatteso numero di persone che vogliono cimentarsi nella poesia. Un fenomeno spesso sottovalutato.

Il concorso, non avendo data di scadenza, è aperto a tutti e sempre, basta scrivere alla mail modenacityrimers@gmail.com .

L’incontro di apertura si è concluso con brindisi e discussioni tra i poeti e il pubblico, bramoso di poter formulare domande da rivolgere ai partecipanti del collettivo. La domanda più frequente? Cosa li abbia spinti a buttarsi in questa iniziativa.

Come Margherita Casini, che afferma: «Ciò che più mi ha spronato è stato il forte desiderio di non lasciare le mie poesie nelle note del telefono, bensì di farle leggere al pubblico con lo scopo di toccare l’animo di ciascuno».

Un’altra partecipante, Francesca Paolucci, spiega invece che la scelta di entrar a far parte del collettivo è stata dettata «dal cuore e dalla sua innata passione per la poesia da quando aveva sette anni».

Modena City Rimers è quindi un intrigante punto di decollo. Ce lo conferma, Samuele Tosi, il quale ha racconta di aver già scritto un libro in prosa, ma asserisce che la poesia rappresenta «un lato della scrittura da rispolverare e riadattare alla società odierna».

Lo scopo è quindi rompere i grandi muri del pregiudizio contro la poesia. Se lo propone Angelo Valente, riportando la stessa poesia ai ragazzi senza aver paura di chi non apprezza, «perché fortunatamente oggigiorno le persone sono più inclini a riscoprire la bellezza della scrittura».

Cecilia Baraldi sprona alla partecipazione con un’altra riflessione: «Capisco chi non è sicuro di voler partecipare a questo progetto, perché è come fare un salto nel vuoto, soprattutto per i più timidi, ma l’emozione è tanta e i progetti altrettanto e nella vita bisogna saper cogliere le opportunità e buttarsi».

Conclude la serata e le riflessioni Francesco Malavasi, fondatore del collettivo, consigliando a tutti quelli che si interessano di scrittura di inviare i propri scritti alla mail, perché solo così il collettivo potrà prendere piede e diffondere la poesia, che per troppo tempo è stata dimenticata. «Questa forma di espressione merita di rivivere tra vie e piazze della nostra città».

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