Modena, rivendeva sul web pezzi e merchandising Ferrari rubati
Volanti, componenti del telaio, gadget, borse e anche oggetti del reparto corse in casa di un meccanico specializzato
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MODENA. Non in garage, non in un ripostiglio o in un nascondiglio segreto ma in casa. In quel lussoso capiente appartamento che si trova in città gli investigatori della squadra Mobile della nostra questura si sono trovati davanti ad una sorta di museo, anzi una specie di mini store ma fornitissimo, con pezzi unici, oggetti che provengono dalla squadra corse, pezzi unici da far svenire dalla voglia qualsiasi collezionista al mondo. Quella casa era una specie di caveau dove chi vi abitava conservava “l’oro delle Rosse”: ricambi, pezzi, oggettistica, orologi, volanti, dischi in carbonio, teste del motore e chi più ne ha ne metta, esclusivamente a marchio Ferrari. Tutto originale, tutto nuovissimo, tutto ovviamente rubato, sparito o direttamente dalla casa madre o dai magazzini di altri concessionari autorizzati alla rivendita di questi pezzi e dell’oggettistica col Cavallino rampante.
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Il padrone di casa è stato denunciato per ricettazione perché, come ha riferito il capo della Mobile Marcello Castello, non c’è stata la flagranza del reato, ma la polizia, quarta sezione della Mobile, è riuscita però a scoprire e a stroncare una rete, un giro d’affari che, nella sua forma finale, si teneva on line, attraverso quelle comunissime piattaforme di compravendita, tipo Subito.it per fare un esempio, dove quindi tra un Bimbi, un triciclo e un comodino si poteva acquistare un volante Ferrari da migliaia di euro. Colui che è stato denunciato per ricettazione e che è stato trovato in possesso, in casa sua, di un centinaio di pezzi Ferrari è P.B., un meccanico specializzato di 45 anni, nativo di Monza e residente a Modena. È in forza alla Motor Service srl, una officina specializzata autorizzata Ferrari e che sin trova a Modena Est, officina risultata, come ha sottolineato la polizia, del tutto estranea alla attività illecita del 45enne. In casa di questo meccanico, oltre allo spettacolare bazar griffato Ferrari il cui valore è stato stimato in centinaia di migliaia di euro, vi era anche parecchio contante, ben 157mila euro, probabile provento della vendita illecita di altri prodotti. In casa trovati anche alcuni proiettili diproiettili detenuti senza autorizzazione, fatto che gli è valso un’altra denuncia. Le indagini dunque: un contributo fondamentale è venuto dalla Ferrari stessa nonché da alcune ditte di logistica che trattano il materiale del Cavallino. La casa di Maranello effettua un costante monitoraggio del mondo dell’oggettistica e non solo per controllare contraffazioni, falsi e giri d’affari paralleli e illeciti col marchio Ferrari. Sono quindi partite alcune segnalazioni circa la vendita sui siti, sulle piattaforme comuni e la polizia è riuscita a risalire al 45enne e ad effettuare il maxi sequestro, delegata dal sostituto procuratore Di Giorgio della procura di Modena. Il meccanico non metteva certo in rete annunci a proprio nome, ma, a quanto pare, vi era una rete di prestanome che creavano l’annuncio e postavano il pezzo da mettere in vendita. Quanto ai pezzi ora si sta cercando di ricostruirne l'esatta provenienza. Difficile, anche se non è escluso, che siano stati sottratti direttamente dalle catene di montaggio di Maranello; più probabile che siano stati rubati presso concessionari autorizzati, officine o in occasione di eventi del reparto corse della Ferrari.
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