San Felice. Rivara Gas Storage ha rinunciato
Costi: «Società sciolta, cadono i ricorsi al Tar». Il Pd esulta. Il comitato: «Grazie ai 50mila cittadini»
SAN FELICE. La società Ers Rivara Gas Storage, costituita a suo tempo da Independent Resources e da Erg (poi ritiratasi) ha “interrotto” i ricorsi al Tar pendenti contro il diniego del Governo (dovuto al diniego della Regione), di realizzare il deposito gas di Rivara. Motivo: la società si è sciolta.
Sulla delicata vicenda, che interessava Governo, Regioni, enti locali e cittadini, non ci si sono comunicazioni istituzionali. A darne notizia, con un post pubblicato sulla sua pagina facebook, un intervento di carattere politico-elettorale dell’assessore regionale Palma Costi.
«Si chiude definitivamente, anche sul piano giudiziario, l’annosa vicenda del maxi deposito per lo stoccaggio di gas. La Società Rivara Gas Storage, si è estinta e i suoi legali hanno chiesto formalmente l’interruzione del giudizio per “cessazione della materia del contendere”. Cade quindi anche il ricorso Tar. Pietra tombale quindi sulla vicenda che ha visto l’impegno diretto e incessante della Regione Emilia Romagna, dei Comuni e non ultimo dal Governo che già con il collegato ambiente alla legge di stabilità del 2015 aveva precluso, sul piano legislativo, ogni possibile autorizzazione”, scrive Palma Costi plaudendo all’impgno del senatore Vaccari ed attaccando Cinque Stelle e Lega Nord (non altri...): «Parlano parlano ma non hanno mai firmato gli interventi legislativi fondamentali per la bocciatura del progetto», afferma.
«La parola fine era già stata scritta con la norma inserita nel Collegato Ambiente, provvedimento di cui sono stato relatore, che vieta la realizzazione di depositi di gas in acquiferi profondi come era il caso, appunto, del progetto di Rivara - chiosa in una nota il senatore e candidato Pd Stefano Vaccari - ma questa di oggi è un’altra bella notizia che dimostra come, quando un territorio respinge compatto un progetto potenzialmente pericoloso e dannoso per la sua sicurezza, anche le imprese più tenaci devono alla fine rinunciarvi. Concluso ormai ogni aspetto che poteva ancora sembrare irrisolto, posso dichiararmi, infine, orgoglioso di avere sostenuto e lavorato al fianco dei comitati dei cittadini, delle Amministrazioni comunali, dei sindaci, della Regione, in questi anni, per arrivare a questa splendida, e del tutto definitiva, conclusione».
«Scioglimento Società Gas Rivara Storage vittoria Pd? Semplicemente ridicoli. Non solo il Pd con lo “Sblocca Italia” ha favorito questo tipo di progetti, ma alla previsione di delega del collegato ambientale che ne vieta alcuni non ha seguito nessun provvedimento normativo definitivo - replica l’onorevole e candidato dei 5 Stelle Vittorio Ferraresi - L’unico paletto che è stato messo in questa vicenda è stato quello del ricorso M5S al Presidente della Repubblica che ha di fatto impedito che la Via diventasse definitiva».
Ferraresi afferma che la società ha abbandonato perché non ha più ritenuto economicamente sostenibile il progetto per ragioni strategiche, come si legge nella nota di Giugno 2017 della società Eco Energy, che si è trasformata e aveva quindi già da più di un anno deciso di mettere a perdita l’asset e di ammortizzarlo.
E i cittadini, cosa ne pensano? Michele Goldoni, ex presidente e componente del direttivo del comitato Salute e Ambiente, nato proprio per tutelare i cittadini dal deposito: «Attendiamo un riscontro ufficiale, anche attraverso i legali che hanno collaborato con il comitato. Se così fosse, oggi potremo parlare davvero di pietra tombale, poiché i ricorsi al Tar tenevano aperta eccome la partita. Penso poi vadano ringraziati i 50mila cittadini che firmarono e si impegnarono con manifestazioni e cartelli davanti alle loro case, quando il deposito sembrava ormai cosa fatta. Ringrazieremo anche le istituzioni e tutti i partiti politici e le associazioni che ci hanno affiancato in questi anni difficili, ognuno nei rispettivi ruoli. Restano pendenti contro il Comitato altre cause intentate a margine, ne discuteremo all’assemblea convocata per la prossima primavera».
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