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Consigliera 5 Stelle non pagò la Tari: «Avevo un tumore»

Consigliera 5 Stelle non pagò la Tari: «Avevo un tumore»

VIGNOLA. «Non ho pagato la Tari nel 2016 perchè avevo un tumore al seno». Questa le parole di Fiorella Anderlini, consigliere di Spilamberto del Movimento Cinquestelle, durante il Consiglio dell’Union...

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VIGNOLA. «Non ho pagato la Tari nel 2016 perchè avevo un tumore al seno».

Questa le parole di Fiorella Anderlini, consigliere di Spilamberto del Movimento Cinquestelle, durante il Consiglio dell’Unione di giovedì sera.

Un Consiglio a dir poco infuocato in cui si è discusso principalmente di bilancio. Uno degli aspetti toccati è stato quello dell’evasione e della riscossione dei crediti da parte dei vari Comuni. Un tema che ha acceso il dibattito, in particolar modo il capogruppo pentastellato Filippo Gianaroli che ha sottolineato come le amministrazioni comunali a guida Pd, ad eccezione di Spilamberto, potrebbero fare molto di più in tal senso. Un’affermazione a cui ha risposto Niccolò Morselli. Il capogruppo del Pd di Spilamberto ha evidenziato come sia necessario, prima di lanciare accuse agli altri gruppi consiliari, essere in regola in prima persona.

«Io le tasse le pago», ha specificato Gianaroli.

«Non Fiorella Anderlini, che nel 2016 non ha pagato la tassa sui rifiuti», ha risposto Morselli. Il capogruppo del Pd, infatti, ha spiegato di aver effettuato un accesso agli atti per verificare quale fosse la situazione a Spilamberto e di aver scoperto che la Anderlini risultava inadempiente per la Tari 2016. Ecco spiegata la frase iniziale della pentastellata, che ha ammesso di aver tralasciato il pagamento in quanto malata.

«Le ho espresso tutta la solidarietà umana possibile - spiega Morselli all’indomani del Consiglio - È stata sicuramente una dimenticanza, a cui la Anderlini ha posto rimedio regolarizzando la sua posizione dopo che le è stata recapitata una cartella dal Comune. Può capitare a tutti, ma dico solo che se uno non è preciso, soprattutto nel rispetto dei tempi e delle procedure, non può puntare il dito contro gli altri. Sono i Cinquestelle che si ergono sempre a paladini della moralità, quando invece anche loro sono i primi a non dare il buon esempio».

Nella diatriba si è inserito anche il variegato mondo del centrodestra “Cittadini e Territori”, che chiede le dimissioni di Morselli per «l’atteggiamento denigratorio tenuto dal consigliere e per aver impropriamente diffuso informazioni riservate ottenute nella propria qualità di consigliere comunale e dell’Unione. Riteniamo quanto accaduto un vero e proprio atto di sciacallaggio nei confronti di un’altra parte politica, del tutto ingiustificato tra l’altro dall’ordine del giorno che si stava trattando».

«Non darò le dimissioni - replica Morselli -. Come non dovrà darle la Anderlini visto che sicuramente aveva già avvisato il suo meet up di questa mancanza. Quanto al centrodestra fa pensare che non sappia che si possono fare questo genere di critiche ad un consigliere, che è persona pubblica, durante un Consiglio, che è il luogo deputato». (gib)

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