Gazzetta di Modena

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«Infrastrutture, la marcia in più»

di Luca Gardinale
«Infrastrutture, la marcia in più»

Claudio De Vincenti: «Questo territorio è una locomotiva, ma deve essere supportato con interventi»

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Non si scandalizza per quella parola - paracadutato - ma aggiunge un pezzo di frase: «Paracadutato… in una terra bellissima». A una settimana dalle elezioni politiche, a parlare della “sua” Modena è Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno e candidato nel collegio uninominale di Sassuolo-Modena sud per la coalizione di centrosinistra guidata dal Pd.

Ministro, cosa ha risposto a chi in queste settimane le ha dato del “paracadutato”? «Mettiamola così: se proprio sono stato paracadutato, sono atterrato in una terra bellissima e sono stato accolto da un grande calore umano. D’altra parte, questo è il cuore pulsante dell’economia italiana, dalla ceramica alla meccanica, passando per l’agroalimentare. Una terra dal grande radicamento e dalla forte capacità di innovazione e competizione sui mercati mondiali, in cui si trova il gusto del fare e del saper fare italiano. Del resto, ho trovato bella anche l’altra faccia del territorio, quella legata alle politiche sociali: ho avuto modo di visitare esperienze di servizi pubblici e volontariato dalle caratteristiche straordinarie per l’attenzione alla persona».

Tornando al “produttivo”, un ruolo fondamentale lo giocano le infrastrutture del territorio: proprio venerdì è arrivato il via libera alla Bretella, cantiere a maggio.

«Si tratta di un’opera molto attesa dal territorio, un’infrastruttura decisiva per la competitività delle imprese e migliorare in modo netto la viabilità, decongestionando il traffico e di conseguenza migliorando anche la qualità di vita dei cittadini. Ora si passa al progetto esecutivo, per partire con i cantieri prima dell’estate».

Però ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire, come la presenza o meno dei caselli… «Su questi aspetti, caselli in primis, il confronto con il territorio è aperto: di certo, nella fase della realizzazione terremo conto delle indicazioni del territorio». Sul territorio però c’è anche il Movimento 5 Stelle, nettamente contrario alla Campogalliano-Sassuolo. «Se i romani avessero avuto i Cinque stelle, noi oggi non avremmo nemmeno gli acquedotti romani o la via Emilia… il fatto è che loro vogliono sempre bloccare tutto, ma non hanno capito che le infrastrutture, e in generale le opere umane, sono importanti anche per l’ambiente: la tutela dell’ambiente non si fa restando immobili, anzi, è la presenza attiva dell’uomo che tutela il territorio in cui viviamo. Per questo non bisogna aver paura delle infrastrutture».

Ma oltre alle infrastrutture vere e proprie, ci sono quelle immateriali, che oggi hanno un ruolo fondamentale.

«Insieme alla Regione abbiamo appena stanziato 250 milioni per il Piano banda ultralarga: nei prossimi mesi, in tutta la provincia partiranno i cantieri, mentre entro la fine del 2019 sarà completata la posa della fibra da parte di Infratel, che copre le “aree bianche”, dove non arrivano gli operatori della telefonia».

Tornando ai Cinque stelle, nel confronto promosso dall’Alleanza delle cooperative, il suo sfidante Dell’Orco ha ricordato l’impegno di assumere10mila uomini delle forze dell’ordine. E voi?

«Dell’Orco dimentica che noi abbiamo già fatto 2500 assunzioni, mentre altrettante sono in corso, e in legge di bilancio abbiamo stanziato risorse per altre 10mila assunzioni: in tutto 15mila uomini, e non si tratta di promesse, ma di cose già fatte. Insomma, sulla sicurezza non prendiamo lezioni da nessuno, anche perché la legalità è la cornice necessaria della democrazia».

C’è un comparto che al momento ha molti problemi, quello delle carni.

«Già con l’applicazione delle norme legate alla legge di bilancio stiamo iniziando a lavorare in direzione del superamento della pratica delle false coop, perché più che “spurie” sono proprio false. Un lavoro che completeremo nella prossima legislatura, proponendo la legge di iniziativa popolare promossa dalle cooperative, che appoggiamo pienamente. Allo stesso tempo, bisogna impegnarsi per “fare sistema”, sulla scia dell’accordo 29/12 promosso dall’Emilia Romagna, per porre le condizioni per uscire dall’utilizzo improprio della forma cooperativa».

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