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La Tari cresce ancora (+3%) ma si evita il maxi aumento

di Daniele Montanari
La Tari cresce ancora (+3%) ma si evita il maxi aumento

Pavullo. Atersir media tra l’esosa richiesta di Hera e la proposta del Comune Incide l’aumento di popolazione e la scarsa quota di raccolta differenziata

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PAVULLO. Per il secondo anno aumenta la Tari a Pavullo, ma stavolta l’incremento è ridotto grazie all’intervento dell’arbitro Atersir, l’Agenzia regionale per i servizi idrici e la gestione rifiuti. La dinamica è stata illustrata venerdì in Consiglio dall’assessore Gian Luca Muzzarelli: l’incremento è legato al fatto che Pavullo ha prodotto 254 tonnellate di rifiuti in più del previsto (a quota 13mila l’anno) perché è aumentata la popolazione. La differenziata è al 55% (ancora lontana dall’obiettivo regionale del 65% per il 2020) e i costi maggiori si hanno nella gestione dell’indifferenziata (al 45%).

Hera ha indicato 522mila euro in più, a cui il Comune si è opposto. Ha fatto una controproposta così come Hera, ma l’accordo non è stato raggiunto nemmeno a quota 128mila. Allora per dirimere la questione il Comune si è rivolto ad Atersir, perché i 128mila euro avrebbero significato comunque un +9%. E già l’anno scorso Muzzarelli, nel deliberare a malavoglia il primo rincaro del 5,4%, aveva giudicato inaccettabile la quota 9 che si profilava per il 2018.

L’attivazione di Atersir sulla questione ha pagato: «Lunedì scorso l’Agenzia ci ha comunicato che è stato raggiunto un accordo sul Piano economico finanziario (Pef) per un importo di 28mila euro che si traduce in un 5% che poi, spalmato sull’utenza, diventa poco più di un 3%: mi sembra di aver contenuto il danno al minimo. Ma se vogliamo evitare di trovarci tutti gli anni a dirimere su un aumento, dobbiamo aumentare la differenziata guardando alla tariffa puntuale e al porta a porta. Faremo altra sensibilizzazione: dalle scuole ai gazebo in piazza».

Il 3% finale è stato accolto con soddisfazione sul piano “tecnico” (le opposizioni hanno comunque votato contro) dal 5 Stelle Davide Venturelli: «Apprezziamo l’opera di negoziazione - ha detto - quanto tenete alle cose, i risultati li raggiungete».

«Bisogna però spingere di più sulla differenziata e in fretta - ha sottolineato la civica Morena Minelli - partendo dal centro».

Bacchettate convinte dal capogruppo Pd-Torre Stefano Iseppi: «Negoziazione fallimentare - ha tuonato - riflesso della vostra politica amministrativa. Non credo che rimarremo a un +3% ma che arriveremo a un 4,5%. Ricordo che negli ultimi anni della passata amministrazione si trovò invece l’accordo per mantenere ferma la Tari. Se non si insiste sulla differenziata, ce lo sogniamo il passaggio a tariffa puntuale entro il 2020: sarebbe invece fondamentale per le imprese che, in regime di tariffa, non pagherebbero l’Iva».

«La Tari è rimasta ferma negli anni scorsi perché la raccolta rifiuti era calata per la diminuzione della popolazione e le conseguenze della crisi - ha ribattuto Muzzarelli - sulla tariffa puntuale abbiamo intenzione di partire al più presto con una sperimentazione a Verica, Castagneto e Benedello».

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