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Made in Italy, “duello” Lorenzin-Lucaselli

Made in Italy, “duello” Lorenzin-Lucaselli

Faccia a faccia di Confagricoltura. Maria Cecilia Guerra: «No a misure che consentono ritorsioni»

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Dal dissesto idrogeologico alla tutela dei prodotti italiani, con l’opportunità di introdurre una serie di dazi. C’è stato soprattutto il territorio, insieme ai suoi prodotti, al centro del dibattito andato in scena ieri mattina nella sede di Confcommercio Modena, dove Confagricoltura ha organizzato un faccia a faccia tra i candidati alle elezioni politiche nel collegio uninominale di Modena: a “sfidarsi” sono state Maria Cecilia Guerra (Liberi e Uguali), Ylenja Lucaselli (Fratelli d’Italia-centrodestra) e Beatrice Lorenzin (Civica popolare-centrosinistra), tutte candidate alla Camera, e Claudio Brandoli, candidato al Senato per il Movimento 5 Stelle. Tra i temi affrontati, dunque, c’è stato quello del dissesto idrogeologico, che secondo la senatrice Guerra «è un problema che si deve combattere con gli investimenti e non con i contributi a pioggia. Investimenti che devono riguardare anche le “aree interne”, le zone del Paese che hanno subito un forte spopolamento, con l’obiettivo di favorire al massimo le attività produttive. Al tempo stesso, bisogna aver ben presente il tema dei servizi sociali, perché le persone che vivono nelle “aree interne” non possono essere abbandonate». Parole condivisibili per la candidata di Fratelli d’Italia per la coalizione di centrodestra, che si è però chiesta «chi abbia governato Modena e Reggio in questi anni: il problema - ha spiegato la Lucaselli - non è ogni volta capire qual è un nuovo modo per risolvere un problema che c’è da anni, ma semplicemente bisogna decidere di risolverlo, bisogna “fare”. E allo stesso tempo bisogna fare prevenzione». Per il candidato M5S al Senato, invece, «il dissesto idrogeologico va combattuto con la manutenzione ordinaria dei fiumi, il taglio degli alberi, la pulizia dei corsi d’acqua, la manutenzione e la pulizia delle golene, mentre il ruolo degli agricoltori è fondamentale come presidio del territorio. Tutte queste attività devono essere svolta in maniera quotidiana ed efficace». Brandoli ha però ricordato che «sono le attività antropiche a causare le crisi idriche, e il Secchia, già compromesso dalle cave di ghiaia, ora subirà anche la costruzione della Bretella». La seconda parte del dibattito si è invece concentrata sulla tutela del “made in Italy” e sulla possibilità di introdurre dazi: una possibilità contrastata con forza dal ministro Lorenzin, «assolutamente contraria a un sistema di dazi, che provocano sempre delle reazioni. Quello che serve - ha aggiunto la candidata della coalizione guidata dal Pd - è un sistema che permetta di riconoscere la filiera italiana, anche perché noi produciamo prodotti di altissima qualità legati anche a fattori culturali». Una bocciatura dell’ipotesi-dazi condivisa anche dalla Guerra, perché «il dazio è una misura che permette sempre una ritorsione». Non la pensa così la candidata del centrodestra: «Il dazio è uno degli elementi che possiamo mettere in campo - ha detto ancora la Lucaselli - perché non possiamo pensare che qui possa essere portato qualunque bene, mentre all’estero i nostri prodotti vengono spesso penalizzati. Quindi si può partire da una politica dei dazi per attivare altre azioni per tutelare i prodotti italiani». (l.g.)

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