Gazzetta di Modena

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Viaggio della memoria I 430 studenti partiti dall’ex campo Fossoli

di Valeria Cammarota
Viaggio della memoria I 430 studenti partiti dall’ex campo Fossoli

Visiteranno Dachau, Mauthausen e il castello di Hartheim  I ragazzi: «La nostra coscienza sarà ancor più antifascista»

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«La didattica dei luoghi ha un’efficacia straordinaria. Proprio per questo credo che dovremmo allargare il numero dei partecipanti». È questa l’intenzione che Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli, auspica diventi possibile per le future edizioni del Viaggio della Memoria.

Sono 430 gli studenti che quest’anno stanno partecipando all'iniziativa promossa dalla Fondazione nell'ambito del progetto “Storia in viaggio. Da Fossoli a Mauthausen 2017/2018”. I ragazzi, provenienti dalle scuole superiori della provincia, sono partiti ieri mattina dall’ex campo di concentramento: negli occhi dei partecipanti, la consapevolezza del carico emotivo che dovranno sostenere una volta giunti nei luoghi dello sterminio, ma anche la speranza.

«Le immagini hanno un’eloquenza superiore a quella delle parole - ha affermato Castagnetti - rimarranno loro impresse, continuando nel tempo a parlare alle loro coscienze di chi ha visitato quei luoghi».

I protagonisti di questo viaggio, nello specifico, visiteranno i memoriali di Dachau e Mauthausen, Gusen, Ebensee e il castello di Hartheim. «La mia speranza è che si torni con una coscienza antifascista più forte - ha spiegato Elena Benati, studentessa del Meucci - Fare un’esperienza emotivamente destabilizzante spero riesca a far capire quello che è stato, perché è successo. Tornare a quello o a un punto molto simile non è difficile: è successo pochi anni fa e già oggi vediamo come i politici stessi dicano cose abominevoli». «Parto con una coscienza antifascista e antirazzista - ha affermato Luca Artioli, studente del Meucci - e spero che questo viaggio infonda gli stessi pensieri in altri ragazzi: quello che sta succedendo è una vergogna. La gente ha dimenticato troppo presto cosa ha fatto il fascismo, trovando qualsiasi scusa per giustificarlo. Pensiamo poi a Carpi e alla richiesta di Casa Pound di mettere un banchetto in Piazza dei Martiri. Nelle città emiliane, capisaldi della Resistenza, questo è un pugno in faccia alla libertà e a tutti gli ideali su cui è stata scritta la Costituzione». A questo proposito, sarà in particolare Gusen il momento di rottura del viaggio. «Lì il campo è stato inglobato in un quartiere residenziale - ha spiegato il sindaco Alberto Bellelli - in un estremo tentativo di cancellazione della memoria. Eppure, continuiamo a dire quello che è accaduto e a lasciare ai giovani una storia che non ha una morale, ma che è il senso stesso di quello che può succedere quando non si considerano alcuni cambiamenti della nostra società». E lo faranno di certo, in un viaggio che li farà «crescere come esseri liberi e adulti responsabili» come ha sottolineato il professor Francesco Amorati, del Meucci. «Porterò indietro qualcosa che mi rimarrà dentro per la vita - il commento di Gaia Tartari e Gaia Melchiorri, del Cattaneo Deledda di Modena - e che riferirò ad altre persone e, un giorno, ai miei figli».

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