Bolli falsi agli avvocati di Modena: danno da 250mila euro
È il calcolo finale della Corte dei Conti: «Grave colpo all’immagine dell’Erario»
MODENA Esiste anche un grave danno d’immagine per la pubblica amministrazione oltre che un danno materiale per le casse dello Stato causato allo smercio dei pezzi falsificati. E questo danno porta a una somma complessiva di quasi 250mila euro che vanno ricondotti all’autore della grande truffa che ha screditato la Cancelleria del Tribunale: l’aiuto cancelliere che ha già patteggiato due anni e mezzo di carcere per le marche da bollo false incollate agli atti giudiziari (autentici). Lo afferma categoricamente nella sua relazione il procuratore generale della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna Carlo Alberto Manfredi Selvaggi stigmatizzando proprio il caso modenese come un esempio di danno erariale complesso.
La vicenda ha tenuto banco per mesi nel 2016 e tuttora non è conclusa. La Guardia di Finanza coordinata dal pm Marco Imperato aveva scoperto che da tempo tra l’ex Distretto del Tribunale di Sassuolo e la Cancelleria del Tribunale di Modena giravano marche da bollo false. Marche di piccola pezzatura (20 centesimi, ad esempio) “aggiustate” con stampe laser e altre sofisticazioni grazie a software particolari da uno “specialista” che a sua volta ha poi patteggiato tre anni e mezzo di carcere.
I pedinamenti della Gdf hanno portato all’incontro tra l’addetto alla cancelleria e il suo fornitore. A quel punto è scattata un’operazione di controllo a tappeto di tutti gli atti depositati sia alla Cancelleria Civile che a quella Penale e sono emersi numerosi atti con bolli falsificati. L’inchiesta ha avuto grande eco, un po’ per la notorietà dell’aiuto cancelliere presso gli addetti ai lavori (avvocati, assistenti di studio legali e chi frequenta palazzo di Giustizia per lavoro), un po’ per l’apparente vastità delle irregolarità che poi però nel corso dei mesi si sono ridimensionate. Nel frattempo sono stati indagati anche sei avvocati modenesi, quattro civilisti e due penalisti, che all’inizio delle indagini secondo la Procura avevano usufruito dei bolli consapevoli di cosa facevano. Ma proprio questa inchiesta ha conosciuto una svolta nel luglio scorso con la richiesta di archiviazione per tutti e sei gli avvocati indagati, che ora il pm ritiene estranei alla truffa e coinvolti in vicende occasionali Il volume delle marche contraffate utilizzate, alla fine, risulterebbe esiguo.
Da allora il gip ha trattenuto il fascicolo riservandosi per la decisione sulla richiesta di archiviazione. Sono passati sette mesi e non si è saputo nulla. Intanto l’Ordine degli Avvocati prosegue l’accertamento disciplinare sui sei colleghi. Ed è a questo punto della vicenda, come si vede tutt’altro che chiusa ma “dormiente”, che è intervenuta la relazione annuale della Corte dei Conti sottolineando che la truffa dei bolli consisteva non solo nell’alterazione del valore facciale del bollo ma anche dell’appropriazione di bolli in bianco dall’Agenzia delle Entrate.
«Il danno erariale prodotto dall’aiuto cancelliere – ha detto il procuratore – è stato quantificato dalla Guardia di Finanza in 83.130 euro. Poiché la vicenda ha avuto un ampio risalto e la sentenza del Tribunale di Modena di applicazione pena (patteggiamento, ndr) è diventata irrevocabile, la nostra Procura ha ritenuto sussistente anche un danno d’immagine da quantificarsi (…) nel doppio del danno patrimoniale e quindi in 166.260 euro». L’importo finale di 249.390 euro, da rivalutare con interessi e spese di giudizio, «costituisce senz’altro un danno erariale», conclude la Procura della Corte dei Conti di Bologna. Restano due domande. Tutti questi soldi verranno rimborsati? E da chi?
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