Quel cohousing a Modena? “Paralizzato” da mesi
L’avveniristico cantiere della Coop Modena Casa è fermo, i soci in municipio. «Ci rimetto 170 mila euro, vado in tribunale»
MODENA Alla sede della cooperativa Modena Casa il telefono -quello indicato anche nel cartello di cantiere - squilla a vuoto. Non siamo stati fortunati.
Il direttore dei lavori, interpellato nel suo ufficio in Trentino, assicura che è tutto a posto, e che il cantiere non è sospeso.
Ma da tre mesi, da prima di Natale, nell’avveniristico e reclamizzato cantiere del “cohousing” di via Divisione Acqui nessuno ha più visto un operaio.
«Se ne sono andati da un giorno all’altro, e non sono più tornati», conferma un vicino, uno dei residenti nei palazzi attigui. Di certo l’edificio «composto da 20 alloggi e da numerosi spazi comuni» qualche difficoltà la sta vivendo. Al punto che nei giorni scorsi una nutrita delegazione di soci ha chiesto e ottenuto un incontro con l’assessore all’Urbanistica, avvocato Annamaria Vandelli.
Dell’incontro non c’è traccia in atti e comunicazioni ufficiali, anche se il problema finirà per riguardare concretamente lo stesso Comune, che nell’avveniristico progetto di cohousing si era trattenuto un paio di appartamenti.
Dovevano essere consegnati nei mesi scorsi, già finiti, ampiamente nei margini previsti dalla concessione. Invece mancano ancora gli infissi, gli impianti, le finiture... E il tempo stringe. Soprattutto addosso a quanti, associandosi, hanno già anticipato somme esorbitanti - siamo vicini anche ai 200mila euro - e si ritrovano allo stato attuale in una situazione che definire stressante è un eufemismo.
Situazione che secondo alcuni dei diretti interessati non potrà che sfociare in un esposto alla Procura della Repubblica, anticipando generiche perplessità sulla efficacia delle fideiussioni che sono circolate a suo tempo, alla firma dei contratti.
Prima però andranno chiariti i termini - e le responsabilità - di questa situazione.
LE DIFFICOLTA' Da una parte c’è chi parla di difficoltà personali dei vertici della cooperativa, che opera a Modena da una quarantina d’anni, ha già realizzato altri interventi, e non si era mai trovata in questa situazione.
Alcuni raccontano di avere ripetutamente cercato i referenti, vedendosi opporre altri nomi, o giustificazioni delicate e plausibili. Che interessano anche un’altra struttura in costruzione, in un comune importante del Frignano, dove c’è chi segnala una situazione identica di impasse.
Altri parlano invece di difficoltà della ditta esecutrice, un consorzio reggiano.
Altri ancora addossano qualche responsabilità al Comune, che avrebbe richiesto nuovi adempimenti - in particolare un parcheggio interrato - costosi e fuori budget.
LA RABBIA Voci tutte da verificare, nelle competenti sedi. Di certo c’è la rabbia di quanti sognavano una nuova casa: «Ho anticipato 170 mila euro a Casa Coop Modena per l’acquisto di un appartamento del costo di 300mila. Terreno Peep, con tanto di progetto di cohousing. La consegna era da contratto preliminare per novembre 2017», si sfoga sui social un professionista che c’è rimasto... in mezzo, denunciando che le due palazzine - costrette in una angusta area tra via Divisione Acqui, la ferrovia e l’area di sgambamento cani - sono «rimaste incompiute». Il professionista, come altri, annuncia azioni legali.
Ma la speranza - anche alla luce delle rassicuranti certezze della direzione lavori - è che tutto possa risolversi prima dei Tribunali, e nel migliore dei modi. (ase)
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