Il Fermi si amplia e si estende al Ramazzini
La casa per anziani di via Luosi avrà una nuova sede. La direzione della scuola sarà in quel palazzo
Ieri il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli ha annunciato che la futura sede dell'istituto Fermi di via Luosi sarà presso la casa protetta Ramazzini, posta di fronte. Quest’ultimo edificio - però - necessiterà prima di pesanti lavori di restauro, mentre il Ramazzini nel frattempo avrà una sede nuova di zecca. Il Comune ha infatti annunciato la costruzione di due nuove case di riposo sul territorio. Il Fermi - che ha tra i suoi noti ex allievi i cantanti Gaetano Curreri e Vinicio Capossela - è una scuola nota in città che con gli indirizzi di chimica, automazione e informatica, dal 2008 è cresciuto di quasi 400 studenti, arrivando ai 1.138 iscritti attuali. Il bisogno di spazio per l’attività didattica è dunque una diretta conseguenza. Per ovviare al problema, già nel 2016 la Provincia aveva messo a disposizione dell'istituto una nuova palazzina costruita a fianco dell'edificio attuale, con un investimento di oltre 1,5 milioni di euro.
Ora l’annuncio del sindaco e presidente Muzzarelli, da realizzarsi attraverso una concessione in uso gratuito da parte del Comune alla Provincia dello stabile del Ramazzini in via Luosi 130. L’ex Ramazzini, dopo un restauro a carico della Provincia, oltre alle nuove aule del Fermi potrà inoltre ospitare anche classi di altri istituti tecnici della zona di San Faustino.
L'istituto Fermi nasce nel 1957 da una intuizione dell’assessore alla cultura e vice presidente della Provincia Rubes Triva allo scopo di accogliere una settantina di studenti che non avevano trovato posto alle scuole superiori Corni.
Il primo preside fu Pietro Guerzoni, giovanissimo docente di scienze naturali che accettò la sfida di fare crescere una nuova scuola insieme a un gruppo di insegnanti messi a disposizione dalle industrie. Ma il Fermi, che ammetteva solo chi aveva preso volti alti all’esame di terza media, è importante storicamente soprattutto perché fu il primo istituto tecnico modenese ad accogliere le ragazze, tanto che esce da qui nel 1963 la prima diplomata italiana in elettronica.
Dall'anno scolastico 2008-2009 l'istituto è diventato statale con l'obiettivo di garantire alla scuola una prospettiva di stabilità e assicurarle un futuro certo nel sistema statale di istruzione superiore. «La situazione della casa di riposo Ramazzini - aveva detto alcuni mesi fa Muzzarelli, quando la Gazzetta ricordò la poco felice situazione della casa protetta - non è degna di una città come Modena». (s.l.)
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