Le donne raccontate da Claudia e i suoi attori
Castelfranco. Lo show “I monologhi della vagina” ha come direttrice artistica la giovanissima Binetti
CASTELFRANCO. Il teatro come strategia per contrastare la cultura della violenza e dello sfruttamento delle donne. È questa la carta vincente dello spettacolo “I monologhi della vagina, di Eve Ensler” portato in scena al teatro Dadá sabato sera dal Gruppo VDay di Castelfranco.
Otto donne e due uomini hanno portato sul palco racconti e riflessioni sui numerosi temi che ruotano attorno all’universo femminile : il ruolo di una donna all’interno di una società; il suo rapporto con il proprio corpo; la condizione vissuta quotidianamente all’interno dell’ambiente lavorativo e familiare. Tutte tematiche, queste, affrontate con ironia, delicatezza, leggerezza e schiettezza attraverso la lettura di monologhi scritti da autrici e autori che hanno affrontato il tema della femminilità nelle sue innumerevoli sfaccettature.
Giunto al suo ottavo anno di rappresentazione, questa volta lo spettacolo teatrale ha avuto come direttrice artistica Claudia Binetti, giovanissima ragazza castelfranchese.
«Mi sono avvicinata a questa forma di teatro due anni fa - ha raccontato Claudia durante i saluti iniziali - Era un periodo molto delicato della mia vita, ma grazie a questo gruppo straordinario e grazie alla forza dei temi che trattiamo sono riuscita a trovare molte risposte a domande che mi sono sempre posta».
In una sala gremita di persone, gli attori e le attrici hanno dato voce a storie e pensieri che, con registri diversi, hanno portato alla luce numerose riflessioni su quella che è oggi la condizione vissuta in tutto il mondo da milioni di donne e bambine, tante volte vittime di sfruttamento e di tratta. Proprio per queste ragioni, le donazioni che sono state raccolte con lo spettacolo sono state devolute alle associazioni e ai progetti che a Castelfranco e non solo si dedicano alla prevenzione e al contrasto alla violenza sulle donne. In particolar modo, i ricavi serviranno a finanziare un progetto per le case rifugio della Casa delle Donne di Modena e altri progetti, come i laboratori sociali occupazionali della Casa delle Donne di Amatrice.
Sara Donatelli
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