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Spazio Sei e Scervino Si va verso l’accordo

di Serena Arbizzi
Spazio Sei e Scervino Si va verso l’accordo

Trattativa fiume ieri pomeriggio in azienda per fissare i punti della partnership Due linee di produzione dovrebbero rientrare a Carpi e occupare 30 dipendenti

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Una trattativa intensa, durata parecchie ore e che presenta ancora tanti nodi da sciogliere. Ma che potrebbe riservare un futuro per almeno la metà dei lavoratori dell’azienda che vede il suo futuro appeso a un filo.

Si è svolto ieri dal primo pomeriggio fino alle 20 l’incontro tra la proprietà della Ermanno Scervino, Spazio Sei e le sigle sindacali per cercare di tutelare il futuro dei 60 dipendenti dell’azienda carpigiana di via Nuova Ponente. Spazio Sei, infatti, si trova in una forte crisi economica dopo l’interruzione del rapporto con Blufin che valeva la metà circa del fatturato aziendale. A questo fattore si aggiunge la decisione di Ermanno Scervino, partner di Spazio Sei in Manfra Italia, di riportare al proprio interno due linee. Nello specifico si tratta della Ermanno junior ed Ermanno (donna). Le due linee venivano realizzate in precedenza da Spazio Sei.

Il futuro dell’azienda ora è nelle mani di Manfra Italia che potrebbe rappresentare un'ancora di salvezza. Nel caso Scervino acquisti il ramo d’azienda, come potrebbe fare secondo le fondamenta dell’accordo che sono state gettate ieri, si potrebbero salvare almeno 30 dei 60 posti di lavoro a rischio. Entro questa settimana, infatti, Scervino dovrà dire se è disponibile ad acquistare il ramo d’azienda e fare produrre a Spazio Sei le due linee Ermanno junir ed Ermanno (donna). E sempre entro una manciata di giorni si dovranno sbloccare altri nodi: come il numero di persone che lavoreranno per queste linee (come detto, una trentina), se questi lavoratori sono disponibili a lavorare per la nuova proprietà. La società Manfra, possibile, nuova, futura proprietaria, deve rivalutare il costo dell’operazione e i rischi legali che comporta.

Si tratta di una vertenza delicatissima con diverse questioni da affrontare. Come, ad esempio, quella del mancato versamento dall’agosto scorso, dei contributi di Trattamento di fine rapporto nel fondo pensioni integrativo, come sottolineato da qualche dipendente. I dipendenti avevano ravvisato qualche segnale estremamente negativo con i quattro licenziamenti di settembre oltre che con il mancato versamento del Tfr.

La preoccupazione tra i lavoratori della Spazio Sei regna già da prima, tuttavia. Da tempo, infatti, l’azienda si stava misurando con problemi di liquisità e aveva presentato una linea di credito alla banca. Questo aveva provocato problemi con l’erogazione degli stipendi di aprile.

I lavoratori avevano percepito la busta paga di aprile in giugno, dopo un confronto serrato con i sindacati, speravano che il problema fosse limitato alla difficoltà dei rapporti con l’istituto di credito. Anche attualmente, ci sono ritardi nell’erogazione dello stipendio: i dipendenti, infatti, devono ancora ricevere la busta paga di gennaio.

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