Università di Modena un'inaugurazione piena di orgoglio: più di così non si può...
Le iscrizioni cresciute del 10,5%, Andrisano: «Adeguare le sedi è fondamentale». Gli studenti si lamentano dei trasporti
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MODENA. L’inaugurazione dell’842esimo anno accademico dell’Università di Modena verrà ricordata certamente per i grandi numeri. Perchè è a partire da quelli che si nota quanto l’ateneo sia cresciuto ancora negli ultimi cinque anni e quanto ora debba maturare quel passo, quella svolta, per stare stabilmente tra i grandi atenei italiani, così come oggi occupa un ruolo tra le prime venti università.
Il merito è di quei picchi di eccellenza che anche ieri il rettore Angelo Andrisano ha ricordato, certamente non delle sedi universitarie che continuano ad essere, nonostante gli sforzi, il vero problema da superare per una università che oggi è arrivata a 23856 iscritti, con un incremento del 20 per cento dal 2013: quest’anno le sole matricole hanno toccato quota 8565, il 10,5 per cento in più rispetto all’anno precedente.
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Lo ha detto anche lo stesso rettore: «L’adeguamento delle strutture edilizie e del loro attrezzamento con laboratori sperimentali e numerici all’avanguardia è una condizione fondamentale, è da 10 anni che non viene finanziata l’edilizia universitaria. Perdurando questa situazione invito caldamente, oltre al Governo, le istituzioni locali a guardare con sempre maggiore benevolenza alla soluzione di questo problema».
All’inaugurazione, come sempre, partecipano tutte le componenti universitarie. E gli studenti hanno detto la loro, aggiungendo alcune criticità grazie al discorso del presidente della conferenza degli iscritti, Salvatore Mirabelli: «Essere studente esula dal semplice studiare in biblioteca o conseguire degli esami. Abbiamo bisogno di un trasporto tra le città - inteso come un migliore collegamento tra la sede di Modena e la succursale di Reggio - alcune volte mal collegate, ma anche un trasporto urbano che sia a misura di studente. Necessitiamo si un impegno sulle politiche abitative che permettano la ricezione delle migliaia di studenti fuorisede che raggiungono Modena e Reggio Emilia. Servono spazi nei quali far nascere amicizie e relazioni, e momenti che possano aiutare l’interazione fra studenti e città. Serve un welfare studentesco, una società che si prenda cura delle proprie energie e prospettive».
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Spazio anche al rappresentante del personale tecnico che, sempre riguardo all’espansione, è stato chiaro: «L’espansione - ha spiegato Giuseppe Gatti - dovrà per forza riguardare anche le politiche del governo del personale tecnico amministrativo, con una svolta alla dotazione in organico, fino ad ora sostanzialmente rimasta ferma, affinchè risponda non solo al naturale turn over ma anche ad un più giusto e corretto rapporto docente/personale Ata».
L’inaugurazione è da sempre anche un momento che mette a fuoco gli aspetti più artistici ed estrosi dell’università, dall’impegno del coro musicale accademico alla goliardia universitaria, che a Modena sta vivendo una seconda giovinezza.
Il rettore Andrisano, nella sua relazione, ha tracciato il futuro dell’ateneo in chiave europea «che necessita, oltre di adeguamento alle strutture, anche di ringiovanimento del corpo docente e di semplificazione amministrativa», elencando le novità di Unimore, dall’automotive al design, passando per l’agroalimentare e le collaborazioni con Mantova e Trento: «Il sistema oggi non ha più margini di crescita se non supportato da scelte strutturali nell’edilizia e nelle assunzioni. La nostra sfida europea passa da lì».
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