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“Guerra” dei regolamenti: il dehors di via Rocca resta

di Gabriele Bassanetti
“Guerra” dei regolamenti: il dehors di via Rocca resta

Colpo di scena finale: la Soprintendenza decide che il gazebo rimane dov’è ora La decisione arriva dopo anni di battaglie per approvare nuove normative 

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Colpo di scena finale nella vicenda dei dehors, gazebo e tendoni fissi al servizio dei bar e punti di ristoro che da anni ormai sono oggetto di regolamenti e contro-regolamenti del Comune di Sassuolo nel tentativo, vano, di normarne la presenza.

Al centro di tutto c'è l’ormai celebre dehors in via Rocca, al servizio di un bar che è stato anche citato nell’inchiesta “Intoccabili” e che anche per questo è finito nel mirino di diverse interrogazioni, delibere, ordini del giorno del consiglio comunale. L'ultima volta è accaduto proprio alla fine del 2017, quando il consiglio ha approvato in tutta fretta il nuovo regolamento comunale sui dehors. Obiettivo principale, arrivare alla normativa definitiva entro l'anno e quindi entro il termine concesso al Caffè in questione prima di essere obbligato a smantellare il suo gazebo fisso all'esterno del locale. Tanto affanno non è servito a nulla, perché i proprietari del locale hanno fatto ricorso contro l'imposizione, appellandosi alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. Si è quindi riunita una commissione tecnica, che ha valutato a lungo e ha deciso che, sorpresa, il gazebo può restare esattamente dov'è, almeno per il 2018 ma in prospettiva anche a tempo indeterminato. La vicenda, a questo punto virtualmente conclusa, rende ancora più sconcertante il tempo letteralmente perso per una questione che adesso torna esattamente al punto di partenza e cioè alla titolarità decisionale prioritaria della Sopritendenza, esclusività che era già nota e che si è cercato di aggirare in molti modi senza riuscirci.

Solo per riassumere brevemente, già l'amministrazione comunale precedente nel 2008 si esibì in un nuovo regolamento sui gazebo e dehors che cambiava radicalmente le regole e costrinse molti locali a smantellare le loro strutture e rivederle; a breve giro la Sovrintendenza di Bologna fece sapere che quelle regole non avevano valore, perché suo era l'unico parere vincolante. Fu così che nella primavera di un paio di anni fa, tutti i locali con distesa esterna del centro storico si trovarono a rischio di compromettere l'intera stagione per le nuove imposizioni volute dall'ente bolognese.

Ci volle un accordo strappato dal Comune di Sassuolo (con spese per gli esercenti) per arrivare in extremis a confermare i gazebo in piazza.

A questo punto ci si poteva forse fermare, invece partirono le consultazioni per un nuovo regolamento, approvato nel 2017 e di fatto reso vano dalla decisione della Soprintendenza di accettare il ricorso del locale che ne era il principale destinatario.

Questo avviene dopo parecchie vicissitudini, la vicenda Intoccabili, la serie di interrogazioni in consiglio comunale su presunti favoritismi proprio in relazione a quel gazebo, lo smantellamento imposto con sorveglianza della polizia municipale in una domenica di Fiere d'ottobre, la ricostruzione e i nuovi inviti allo smontaggio, a questo punto inutili se il gazebo può rimanere così com’è.

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