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Potere al Popolo si affida a “Renzaccio”

Potere al Popolo si affida a “Renzaccio”

Ulivieri allo Jutacafè al fianco di Elio Tavilla per convincere gli indecisi: «Questa la vera Sinistra»

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Renzo Ulivieri è tornato a Modena, nella città in cui ha lasciato un pezzo di cuore e che ha fatto gioire alla guida del Modena calcio. Lo ha fatto in veste non di allenatore o di presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, ruolo che attualmente ricopre, ma «di militante, di persona che ha dato voce alla lista di Potere al Popolo», ha sottolineato la candidata al Senato Eliana Ferrari. E, ancora, «di persona che si è messa in gioco con l’autorevolezza della sua esperienza, pur venendo da un mondo che la politica di sinistra non se la fila proprio», come ha evidenziato Elio Tavilla, capolista alla Camera. “Renzaccio” è sceso in campo due mesi fa per sostenere Potere al Popolo, scegliendo di appoggiare il neonato movimento politico non candidandosi ma con gesti semplici e concreti come l’affissione dei manifesti elettorali. Ieri sera era a Modena, allo Jutacafé di via Taglio, proprio per portare il suo messaggio nella chiusura della campagna elettorale di Potere al Popolo: «La scelta riguarda il tipo di società nella quale vogliamo vivere, o si è di sinistra o non lo si è, per questo ho scelto Potere al Popolo», ha raccontato. «Cosa ci ha spinto a fare questa scelta? Tanti di noi che avevano perso le speranze, che si erano ormai acquietati, hanno visto in Potere al Popolo la voglia di ripartire da quello che ci sta intorno, dalle macerie lasciate da una sinistra che si era dileguata. Per ripartire bisogna prima di tutto analizzare i nostri errori e in questo senso la sinistra ne ha fatti tanti negli ultimi anni, a cominciare dalla perdita di identità, cadendo nel tranello di chi diceva che le nostre erano posizioni ideologiche. Ma cos’è la politica se non c’è alle spalle un’ideologia che ci dice in che mondo vogliamo vivere? Siccome ci hanno detto che avevamo la puzza sotto il naso, ci siamo ripiegati. E siamo stati coglioni. Le idee di sinistra sono due: pensare a chi è rimasto indietro e a cambiare questa società. Abbiamo perso l’idea di internazionalismo e ci siamo chiusi alle questioni di bottega, dimenticandoci che con la globalizzazione è aumentato lo sfruttamento dei lavoratori. Dobbiamo riprendere in mano le nostre idee antiche, forse abbiamo bisogno di cambiare il linguaggio ma i concetti sono gli stessi. Il nostro pensiero è articolato, non pronuncia frasi a spot. Potere al popolo è un insieme di persone che hanno scelto di spogliarsi per mischiare la loro identità, un popolo di avventurieri e di rivoluzionari che desiderano entrare dentro alla realtà e capire, senza avere soluzioni già pronte ma cercandole». Solo lunedì si saprà se la speranza di raggiungere il 3% si sia tramutata in realtà, ma Ulivieri guarda già avanti: «A queste elezioni arriviamo con il fiato corto perché siamo partiti da poco, ma con entusiasmo. Quella di domenica sarà solo una tappa, non l’obiettivo finale. Lo diciamo a noi e chiamiamo quelli che non si sono vogliono dare per vinti. Siamo orgogliosi del nostro programma, che è ancora da scrivere ma che al suo interno porta le nostre idee. Al centro è stato messo l’uomo, l’uomo inserito nella società».

Marco Costanzini

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