Calenda sta con gli imprenditori
Il ministro ha messo in fila le priorità. Sandro Grisendi (Ance): «Il rilancio deve passare dall’edilizia»
Un incontro per mettere in fila le priorità. Era questo lo schema dell’appuntamento di ieri in Confindustria che ha messo di fronte agli imprenditori modenesi ed emiliani il ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda. Con lui anche due candidati del Pd, il ministro della coesione territoriale Claudio De Vincenti che si presenta in corsa a Sassuolo e Piero Fassino.
È stata l’occasione per fare il punto su diversi comparti produttivi, soprattutto l’edilizia ha avuto la sua importanza. Il presidente di Ance Modena Sandro Grisendi, raggiunto al termine del confronto avvenuto a porte chiuse, ha espresso nel dettaglio punti virtuosi e criticità di un sistema, quello delle costruzioni, che a Modena continua ad essere in crisi: «Ance, e ne va dato merito al Presidente Nazionale Gabriele Buia, ha lavorato intensamente per elaborare un pacchetto di proposte, su 10 temi strategici, che possono far tornare il settore a crescere - ha spiegato Grisendi - Le proposte puntano su sburocratizzazione, tecnologia e innovazione, qualità, efficienza e, in via prioritaria, sulla legalità. Sono state elaborate sotto forma di manifesto, che è stato presentato alle varie forze politiche in vista dell’appuntamento elettorale del 2018. È un risultato di grande importanza ancor più rilevante perché, per la prima volta, è stato condiviso con altre nove organizzazioni del settore delle costruzioni».
Quello di Ance presentato da Grisendi è un vero e proprio manifesto, e ribadisce che l’edilizia è tra i motori del Paese: «È indiscutibilmente uno dei principali volani dell’economia: con forte ricaduta interna, occupazione sul territorio e un’ampia filiera collegata. Le costruzioni rappresentano l’8% del Pil nazionale. Eppure siamo al decimo anno di crisi. Impossibile pensare che senza l’edilizia il Paese riesca ad agganciare i ritmi di ripresa degli altri paesi europei. È necessario che venga creato un vero e concreto tavolo istituzionale per il settore per consentire alle imprese di costruzione di tornare ad operare».
Grisendi affronta anche il tema delle opere pubbliche: «L’Italia ha un pesante gap infrastrutturale che rende urgente la realizzazione di opere pubbliche per la qualità della vita e lo sviluppo sociale e economico. Manutenzione del territorio, sicurezza delle scuole, efficienza delle città sono le priorità su cui puntare. Le risorse ci sono (140 mld per 15 anni), ma vanno rese operative in tempi brevi, riducendo i passaggi decisionali e con una governance centrale. Occorre rimuovere gli ostacoli e trasformare le risorse in cantieri».
A Modena è molto caldo il problema della rigenerazione urbana, come ha ricordato Grisendi: «L’avvio di un Piano di rigenerazione delle periferie e delle aree degradate del Paese non è più rinviabile e tutte le forze politiche paiono d’accordo. Serve una norma nazionale che riconosca la pubblica utilità degli interventi di rigenerazione e una regia centrale per le politiche urbane. La leva fiscale è strategica per qualsiasi disegno di politica industriale. Invece in un settore in crisi da 10 anni è stato introdotto il meccanismo dello split payment che ha drenato ulteriormente liquidità alle imprese (la perdita di liquidità delle imprese è stimata in 2,4 miliardi di euro per anno). Dall’altra parte, per troppo tempo la casa è stata usata come un bancomat dallo Stato trasformandosi da valore a costo per i cittadini. Il fisco deve favorire e non deprimere gli investimenti immobiliari, premiare la riqualificazione edilizia, gli interventi di demolizione e ricostruzione e l’acquisto di abitazioni in classe energetica elevata».
Davide Berti
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