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Casa&Bottega, inizia l’avventura

di Gabriele Farina
Casa&Bottega, inizia l’avventura

Consegnate le chiavi della sede a “Il Tortellante” per il laboratorio per autistici

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«Abbiamo le chiavi: possiamo partire con la nostra avventura». Le parole di Erika Coppelli, presidente de Il Tortellante, sintetizzano l’entusiasmo vissuto ieri pomeriggio a pochi passi dal centro.

L’associazione da lei diretta è entrata per la prima volta nella futura sede del progetto Casa&Bottega. Si trova nell’edificio a due piani ad angolo a sudovest dell’ex mercato ortofrutticolo, tra le vie Tagliazucchi e Borelli.

Dopo l’inaugurazione, prevista quest'ottobre, 24 giovani tra i 14 e i 24 anni potranno animare la loro nuova sede con il lavoro e la quotidianità. Saranno seguiti da familiari, studenti in alternanza scuola-lavoro, personale dell’Ausl e del Comune, oltre a futuri datori di lavoro. Una nuova sfida per l’associazione Il Tortellante, sinonimo da due anni di un laboratorio di cucina per persone con autismo. Da Cognento il progetto si trasferirà ai piedi della Ghirlandina con la novità dei posti letto per dare più autonomia alle persone coinvolte.

«Un intervento molto importante non solo d’inclusione, ma di valorizzazione delle capacità di questi ragazzi - ha garantito il dottor Massimo Annicchiarico, direttore generale dell’Ausl di Modena - che già con il Tortellante hanno dimostrato di sviluppare capacità autonome straordinarie, inserendosi in un contesto lavorativo». Il medico ha ricordato che «la fase più difficile riguarda soprattutto la transizione dall’età adolescenziale a quella adulta», cioè la fascia coinvolta in Casa&Bottega. «È un progetto d’avanguardia - ha ripreso Annicchiarico - che colloca Modena ai primi posti nelle sperimentazioni sui ragazzi autistici». Un primato che ha attraversato l’Atlantico.

«Ho parlato quattro giorni fa del progetto a New York - ha ripreso lo chef stellato Massimo Bottura - e sono rimasti tutti a bocca aperta, entusiasti soprattutto per il recupero umano e la ricostruzione della dignità delle persone».

Un recupero a cui lo chef contribuisce dall'inizio con la moglie Lara Gilmore. I coniugi hanno osservato ieri gli ambienti, soffermandosi sul piano terra, in cui sorgerà il laboratorio di produzione e vendita di pasta fresca. Al piano superiore andrà un’altra cucina per le persone ospitate a turno (cinque o sei), che avranno anche due stanze da letto e un soggiorno.

«Si abitueranno a usare l’attrezzatura di un’abitazione normale», ha riconosciuto Pietro Bassetto, l’architetto che guiderà i lavori dai primi di aprile.

Accompagnati da familiari e volontari, i cuochi coinvolti hanno perlustrato la loro nuova sede. «Anche se hanno una patologia invalidante devono diventare risorse della società», ha ribadito Coppelli, presidente anche dell’associazione Aut Aut, da cui è partito tutto.

«Le cose a Modena accadono», ha concluso Gian Carlo Muzzarelli, gettando neve sulle polemiche degli ultimi giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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