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Caso chioschi a Modena, via libera ai cantieri

Caso chioschi a Modena, via libera ai cantieri

Autorizzato il completamento di tre strutture con utilizzo di legno, vetro e colori “mimetizzanti”

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MODENA. Chioschi del parco delle Rimembranze, il Comune vuole completarli a breve e approva la delibera che dà il via ai lavori con incentivi economici di 82mila euro totali versate ai gestori che dal giugno scorso attendono di poter completare gli scheletri di cemento armato.

Vanno 30 mila euro al chiosco Bobotti della società “Mem”, 27 mila e 500 euro al Bar Elio di Roberto Paolini e 25 mila euro al chiosco di proprietà del consigliere di Forza Italia Galli Andrea. Era l’atto che si attendeva per permettere a questi chioschi di aprire nella prossima primavera. Le baracchine verranno completate in modo leggero, saranno più contenute e tra trent’anni diverranno di proprietà pubblica: «Saranno molto leggere e trasparenti, in colori naturali verde e bronzo, in linea con quanto previsto dalla Soprintendenza e dalle indicazioni della sentenza del Tribunale» spiega l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli. Successivamente il Comune vuole realizzare nel parco altre due strutture, mentre le altre eventualmente presenti e non autorizzate a suo tempo verranno chiuse. Inoltre nel provvedimento della giunta si sottolinea che «Con la “paralisi” subita dal programma di riqualificazione del Parco delle Mura, oggi è ancora più acuta l’esigenza di arginare il degrado dei luoghi, ristabilire la sicurezza urbana e fornire un minimo di servizi per garantire l’incontro e il passeggio». Dalla Soprintendenza non arrivano commenti ufficiali, attendono di vedere le carte, anche se negli uffici di Bologna c’è chi ricorda come funziona la burocrazia vigente. Dopo avere ricevuto dai gestori dei chioschi l’avviso di inizio lavori la Soprintendenza, essendo il parco vincolato, a seguire chiederà in ogni caso di ricevere il progetto per la valutazione. La situazione dunque resta sospesa dopo anni di battaglie, partite con una vecchia denuncia dell’ambientalista Gaetano Galli. Un velocissimo riassunto. In passato il Comune nel parco vincolato voleva costruire oltre una decina di chioschi, mentre l’attuale amministrazione, dopo polemiche e un processo di primo grado che ha portato a varie assoluzioni, ne ritiene utili 5 in tutto e di minore impatto nel parco-monumento. L’amministrazione stessa sceglie di procedere con i piedi di piombo, dopo il dissequestro di 8 mesi fa. Lo si intuisce, nella delibera di giunta, dove si utilizza il termine giuridico “tuziorismo” che indica il massimo atteggiamento prudente. Eccolo il punto chiave con il quale nella delibera si scongiurano altri rallentamenti: «Pur non essendo intervenuta nelle more nessuna nuova norma o prescrizione diversa da quella già vigente al tempo dei fatti, e ferme restando le autorizzazioni (della Soprintendenza, ndr) ex articolo 21 rilasciate a suo tempo, si ritiene per tuziorismo, imporre a ciascun attuatore l’onere di dare avviso anticipato di almeno dieci giorni alla Soprintendenza ai beni culturali prima della ripresa dei lavori già autorizzati». I tre gestori dei chioschi attendono ora di incontrare urgentemente il Comune. «Noi al momento siamo soddisfatti della autorizzazione - spiega Gian Luca Venturelli del chiosco Bobotti - ma avendo noi le nostre esigenze attendiamo che l’amministrazione ci spieghi esattamente quanto contenuto nella delibera. Prima di firmare credo ci sia consentito di capire esattamente quel che si è deciso. Noi vogliamo partire il prima possibile con i lavori per essere pronti per l’estate visto che ci abbiamo già rimesso notevolmente».

Stefano Luppi