Gazzetta di Modena

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Cpl, in tribunale arrivano i fondi neri

di Francesco Dondi
Cpl, in tribunale arrivano i fondi neri

Concordia. È iniziato il processo agli ex manager. Il maggiore Scarfato ricostruisce i viaggi del denaro dalla Tunisia

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CONCORDIA. È finalmente iniziato il processo agli ex vertici Cpl, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, creazione di fondi neri e corruzione. Mentre a Ischia i presunti corrotti sono già stati assolti, ieri mattina, davanti al collegio presieduto dal giudice Pier Luigi Di Bari con le colleghe Pini e Siena, la ritardataria Modena è partita a tutto gas. Bocciate tutte le pregiudiziali sollevate dalla difesa, compresa la richiesta di rinvio dell’udienza a causa del maltempo, che ha obbligato al forfait Michele Andreano - legale di Francesco Simone - poi sostituito da un battagliero Gianpaolo Ronsisvalle. Il collegio ha infatti constatato, consultando il sito di Trenitalia, che il traffico su rotaia era regolare e che quindi nessuno spostamento fosse impossibile.

E così il primo e unico teste è stato Gianpaolo Scarfato. Il maggiore dei carabinieri ha guidato il Noe di Roma praticamente in tutta l’inchiesta su Cpl (nonostante l’informativa finale non porti la sua firma) e i giudici non hanno accolto l’istanza difensiva che ha evidenziato il suo coinvolgimento nell’inchiesta Consip (quella di cui il procuratore di Modena, Lucia Musti, ieri non presente in aula, parlò davanti al Csm). «Così si vuole screditare il testimone», ha tuonato il pubblico ministero Pasquale Mazzei che poi ha condotto tutta la giornata di audizione, rendendosi protagonista di qualche scaramuccia verbale subito sedata dal presidente Di Bari.

E il primo focus, sostenuto dalla lettura di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali, è stato dedicato a quella che per l’accusa è la creazione di fondi neri sull’asse Cpl-Tunita, la società di Francesco Simone, il consulente incaricato dalla coop di Concordia di sviluppare nuove strategie commerciali.

Si è quindi tornato a parlare dei soldi riportati dalla Tunisia all’interno del passeggino di una delle figlie neonate di Simone per evitare controlli in dogana. Oppure degli incontri tra Simone e Bruno Santarelli, responsabile commerciale Cpl per il Nord Africa, che avrebbe dovuto prelevare euro da reimportare in Italia. O ancora i “25 voti” che Roberto Casari, stando alle intercettazioni, avrebbe dovuto dare ad Avellino. Non mancano poi i colloqui tra Simone e la segretaria di Casari per dei “documenti” che “devono restare a Roma”. E c’è poi la questione della cassetta di sicurezza che, stando alle indicazioni di Simone, Casari voleva che Nicola Verrini aprisse in una banca di Roma. «In quella banca però non c’è mai stata nessuna cassetta intestata a Verrini», ha dovuto ammettere Scarfato.

E qualche attimo di tensione si è registrato quando il maggiore dei carabinieri, ora sospeso proprio per la vicenda Consip, si è soffermato su Maurizio Rinaldi (per la prima volta in aula). Lo ha indicato come dipendente Cpl, ma il manager ha voluto controbattere, ribadendo orgogliosamente il suo incarico di presidente del Consiglio d’amministrazione di Cpl Distribuzione e dell’Organo di vigilanza. E lo ha fatto quando l’accusa - presente anche il pm Marco Niccolini - ha sciorinato una serie di intercettazioni in cui Rinaldi e Simone parlavano di percentuali, considerate dai magistrati il “premio” da destinare al procacciatore di affari per riportare in Italia i soldi inviati in Tunisia, tramite la Tunita. Tutto a fronte di fatture - 17 quelle sequestrate durante un’ispezione dei Noe nella sede di Cpl a Concordia - per prestazioni di “sviluppo attività” quantificate inizialmente in 120mila euro annui e poi in 180mila totali tramite due accordi firmati nel 2010 e nel 2014.

Si tornerà in aula giovedì e sono ancora diversi i temi da trattare con l’ausilio dell’investigatore. Si prospetta quindi un’altra udienza con i pm a condurre le operazioni e le difese a prepararsi per il controesame.

«È comunque stata un’udienza piuttosto nervosa», commentano gli avvocati di Roberto Casari, Massimo Vellani e Luigi Chiappero, che a metà pomeriggio è potuto rientrare a Torino.

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