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Modena: ha l’influenza, muore a quattro anni

di Stefano Totaro
Modena: ha l’influenza, muore a quattro anni

Il piccolo nella roulotte dei genitori nomadi: «Aveva tosse e raffreddore, guardava la tv poi è svenuto». Decesso in ospedale

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MODENA. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per fare luce sulla morte di un bambino che avrebbe compiuto quattro anni ad aprile e che è deceduto, in circostanze appunto da chiarire, pare per un improvviso aggravamento di una forma influenzale.

Il bimbo, in sostanza, non stava bene da qualche giorno e poi, improvvisamente, avrebbe avuto una crisi perdendo conoscenza. E nonostante tutti i tentativi per salvarlo, sia del personale del 118 che dei medici del Policlinico dove è stato portato in ambulanza e poi ricoverato, il piccolo, che era stato intubato, non si è più ripreso, spegnandosi. E stata aperta dunque una inchiesta. Allo stato attuale non c’è nessun indagato, nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati. Come atto dovuto i genitori sono per ora ritenuti persone informate dei fatti. Ora pressoché tutto ciò che concerne lo sviluppo ulteriore di questo caso è nelle mani della Medicina legale: vale a dire che saranno gli esiti dell’esame autoptico a dare una svolta, una direzione alle indagini della procura. Dall'autopsia infatti si chiarirà per quale motivo sia deceduto il piccolo, se è stato per la forma influenzale in sè, se vi era una predisposizione patologica o congenita nel piccolo, e se, sopratutto, l'aggravarsi della forma influenzale sia stato dovuto a circostanze, per così dire, ambientali. Cioè una influenza trascinata e vissuta in un ambiente non consono. Il bambino poteva essere salvato, qualcosa è stato trascurato oppure è avvenuto l’imponderabile?

Si farà chiarezza, proprio per questo è stato aperto un fascicolo conoscitivo.

Il fatto durante la notte tra sabato e domenica scorsi. Teatro della vicenda quell’area lungo la strada statale del Canaletto, ai piedi dei piloni che sorreggono la linea dell’Alta velocità, dove da tempo si è creata una zona dove vivono alcuni nomadi. Un’area che viene occupata da qualche tempo da alcune roulotte di nomadi, da quando cioè, in una di queste roulotte, vi è d’obbligo la presenza fissa di un uomo, un nomade, che deve smaltire una pena agli arresti domiciliari. Da qui l’insediamento che ha creato non pochi problemi non solo avvicinato. Il bambino deceduto abitava in una di queste roulotte ed è in quel “campo nomadi” che non è un campo nomadi che sono arrivati i primi soccorsi.

«Ora quelli della Medicina legale stanno svolgendo l’autopsia - spiega l’avvocato della famiglia - i familiari avevano chiamato l'ambulanza, e fra l’altro sosterrebbero che sarebbe arrivata con un certo ritardo. Da quanto mi hanno loro riferito, il bambino stava male, a causa di una crisi improvvisa. Aspettiamo di conoscere cosa stabiliranno i medici perché può essere tutto».

«Quando è arrivata l’ambulanza - prosegue l’avvocato che segue la famiglia dei nomadi - il piccolo era ancora vivo. Aveva perso conoscenza ma era vivo: l’hanno intubato, hanno fatto tutto quello che dovevano fare poi alle prime ore del mattino dall'ospedale hanno chiamato il padre dicendogli di andare urgentemente al Policlinico. I genitori mi hanno detto che da qualche giorno il bimbo aveva i classici sintomi di stagione, un po’ di tosse, il raffreddore... Mi hanno riferito poi che il bambino è svenuto, mentre stava guardando la televisione. Prima, hanno detto, che stava tutto sommato bene, che non aveva avuto altri svenimenti». L’autopsia, come detto, cercherà di fare luce su questa tragedia.
 

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