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Minacciati di morte ma nessuna protezione

Minacciati di morte ma nessuna protezione

Litigi e sputi in faccia. Un legale aveva consigliato di essere sempre in coppia per contrastare Rainone

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La domanda se la sono posta un po’ tutti, a partire dal sindaco Gianfranco Tanari: era possibile evitare la tragedia? I comportamenti di Rainone erano piuttosto conosciuti e i suoi intenti erano stati ribaditi con vari interlocutori a Zocca; i carabinieri avevano raccolto le denunce informando la Procura che - come detto dal procuratore Lucia Musti - aveva avviato gli accertamenti con tempestività; i Servizi sociali seguivano la vicenda, il Centro di Salute Mentale aveva in cura l’uomo e anche alcuni avvocati erano a conoscenza dei timori dell’intera famiglia Bertarini. Tutta la “rete” si era attivata, ma non è arrivata in tempo a scongiurare l’omicidio.

E adesso restano le testimonianze della tragedia. Come quella certificata da Rossana Bertarini al magistrato in cui ha ripercorso gli ultimi, difficili anni con l’ex marito, soffermandosi soprattutto sulla situazione di incompatibilità manifesta e rischiosa con il padre e lo zio. Le minacce di morte sono sancite nelle querele di cui si è tanto parlato, ma la pressione psicologica che Rainone esercitava sul resto della famiglia si declinava in vari modi. C’erano infatti i litigi a voce alta conditi dagli sputi in faccia e le offese. Ma sempre quando l’interlocutore di turno era solo tanto che un avvocato aveva consigliato di essere sempre in coppia per poter contrastare l’irruenza verbale del 57enne ed eventualmente avere un testimone in caso di procedimento giudiziario. E c’erano anche le intrusioni del presunto assassino nell’abitazione di Ugo - fino a qualche settimana fa sede legale dell’azienda agricola San Giacomo - nonostante l’ex suocero non le sopportasse. Come del resto non sopportava proprio più Rainone tanto da tranquillizzare il padrone della casa presa in affitto a Montalto: “se non paga l’affitto non ti preoccupare, ci penso io”, aveva detto al proprietario. Quasi avesse scelto di allontanarlo il più possibile da sé e dal resto dei Bertarini mentre Breno si prendeva cura di Rossana e dei nipoti che vivevano nella stessa palazzina in centro a Zocca. Lo zio infatti aveva uno splendido rapporto con i nipoti tanto che Rossana gli scrive due volte, via whtasapp, senza ottenere riposta. È già morto ma quei messaggi serviranno a circoscrivere ulteriormente le tempistiche dell’assassinio. (fd)



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