Più curve e nuovi servizi: così crescerà l’Autodromo di Modena
Partito l'iter per l'ampliamento: anche la Ferrari vorrebbe un tracciato più lungo Ambientalisti pronti a scendere di nuovo in campo sull’onda del caso Vaciglio
MODENA. Tanti lo descrivono come un gioiellino, moderno e ben organizzato. Caratteristiche che la società intende confermare e migliorare ulteriormente, a parte una: quel “piccola” che non sempre va incontro alle richieste dei tanti utenti. E visto che le richieste sono sempre più, e gli utenti sempre più importanti, la decisione è arrivata di conseguenza: l’Autodromo di Marzaglia sta cercando di… allargarsi.
In realtà, l’iter per la modifica della struttura è ancora alle prime fasi, nel senso che la richiesta è già partita, ma la storia dell’impianto - dall’abbattimento della sede dello spazio sociale “Libera” alle battaglie ambientaliste sulle dimensioni che hanno diviso anche il Pd, con la “storica” rottura tra l’assessore Sitta e il leader di Modena Attiva Silingardi, per non parlare della vicenda giudiziaria avviata da Italia nostra - consiglia alla Vintage, la società che gestisce la struttura, di muoversi con grande circospezione.
L’ANNUNCIO DEL SINDACO. Di certo, ad apprezzare l’idea di un Autodromo in versione 2.0 è il sindaco di Modena e presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, che sabato scorso, in occasione della manifestazione “Motori in Tavola”, che si è tenuta proprio nella struttura di Marzaglia, ha fatto sapere che «la volontà dell’amministrazione è quella di impegnarsi per ampliare la pista. Stiamo facendo le pratiche necessarie - ha aggiunto il primo cittadino - ma le difficoltà non sono poche: in questo senso vorrei coinvolgere tutti i club del territorio, trovarci e parlare per rafforzare la nostra posizione».
COME CAMBIERÀ. Come ha confermato Muzzarelli, dunque, il processo per arrivare all’ampliamento dell’impianto è già partito, ma quanto e quando crescerà la pista di Marzaglia? Per quanto riguarda i tempi è difficile dare una risposta adesso, proprio perché le vicende passate hanno portato società e amministrazione a muoversi con grande cautela, rispettando alla lettera tutte le prescrizioni che arriveranno (e sapendo che tutto ciò potrebbe non bastare a scongiurare ricorsi vari). Per quanto riguarda il “come” crescere, l’idea di ampliamento della società riguarda sia la pista sia la “smart area”, ovvero i servizi connessi all’utilizzo del tracciato, a partire dal paddock, che oggi viene utilizzato solo in occasioni specifiche, ma che in prospettiva potrebbe essere sempre attivo.
LA PISTA. Tornando alla pista, è difficile dire oggi di quanto si allungherà - il tracciato attuale è di 2068 metri, con un rettilineo di 400 metri e undici curve, con una variante nata quattro anni fa che permette un passaggio all’esterno - ma tra gli obiettivi, oltre a quello di aumentare la lunghezza complessiva, c’è anche quello di aumentare il numero delle curve, in modo da offrire un impianto davvero completo alle tante società che hanno chiesto di utilizzare la pista. Società tra le quali c’è anche la Ferrari, alla quale non dispiacerebbe mettersi in pista per provare le macchine se la struttura si amplierà.
Ma per arrivare alla fase esecutiva e quindi ai lavori di ampliamento della pista e dell’area dei servizi, come ha detto il primo cittadino, le difficoltà non saranno poche, soprattutto in un momento in cui, sull’onda del caso Vaciglio, i comitati ambientalisti sono tornati a farsi sentire come nel 2011, anno in cui da una parte fu inaugurato l’Autodromo, mentre dall’altra tramontò il progetto della giunta per la piscina al parco Ferrari.
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