Sgp, avanza il risanamento in tre anni creditori pagati
L’amministratore Cavallini: «Stop emorragie di denaro e azienda sotto controllo» «Ai fornitori quest’anno il 10% poi due tranches per il 90%. C’è il problema aste»
Sassuolo Gestioni Patrimoniali fuori dal tunnel? È presto per una affermazione del genere anche se il 2018 inizia con il conforto di risultati che fino ad un paio di anni fa sembravano davvero irragiungibili. Ma a fare il punto della situazione è l'amministratore unico Corrado Cavallini. «Diciamo che stiamo dimostrando coi numeri che è stato effettuato un cambio di rotta – afferma – e che siamo su un binario corretto di gestione della società. La dimostrazione concreta? I bilanci dal 2014 al 2016 e la prima semestrale 2017 approvata di recente».
Quali sono i motivi che hanno portato a questi risultati.
«A livello di incassi – spiega – ci sono i proventi dei cimiteri, del suolo pubblico, delle reti del gas e dell'acqua, i “global service” col Comune ed i servizi comunali in generale. La spesa in uscita riguarda la parte manutentiva , il verde pubblico, la pubblica illuminazione, scuole ed edifici comunali, le utenze di questi fabbricati ed il personale».
Quando dice che siete in carreggiata, che è stato effettuato un cambio di rotta, a cosa si riferisce, oltre ai conti?
«Innanzitutto che non vi sono più “emorragie” di denaro ma anche che tutta la macchina aziendale è sotto controllo, che non abbiamo più creditori aggressivi. Migliorati anche i rapporti con gli utenti, grazie agli adeguamenti informatici (uno su tutti quello della comunicazione preventiva sulle scadenze di permessi e concessioni, che evita multe, lamentele e polemiche) che abbiamo adottato anche per la gestione degli immobili e dell'Agenzia Casa, grazie alla quale, rispetto ai rapporti precedenti con Acer, sono migliorati i contatti con gli assegnatari di case popolari».
Che tempi ci sono per l'esaurirsi del concordato?
«Ci vuole ancora tempo perché legato soprattutto ai debiti verso i fornitori che non hanno accettato il decurtamento del 30% del credito. Entro la fine di quest'anno andremo a pagare loro il 10% della somma dovuta, entro il 2019 una nuova tranche del 45% ed entro il 2020 il restante 45%. Oltre a questi abbiamo onorato le scadenze di alcuni mutui in atto, con pagamento a giugno e dicembre scorsi ».
Qualcosa di negativo che, se si dissolvesse porterebbe sicuramente benefici evidenti?
«La vendita degli immobili già messi all'asta perchè per il momento sono andate deserte. Mi riferisco agli ex magazzini di via Pia, all'ex centro sociale Fassbinder di via Giordano, al circolo “Rometta 81”, ai terreni “ex Opera pia Muller”, ad alcune aree dell'autoporto ed alcuni immobili di largo Collodi. Ecco, riuscissimo a vendere almeno una metà di questi immobili le cose migliorerebbero di certo».
Chiudiamo con qualcosa di personale. Il suo mandato scade alla fine dell'anno, poi, probabilmente sarà derogato a fine legislatura (giugno 2019) o fine concordato (2020). Se tornasse indietro, accetterebbe un percorso come quello che sta facendo? «Dico subito di sì perchè l'ho fatto per la mia città e non per denaro, visto il mio stipendio. E vorrei aggiungere che “ho avuto il coraggio di farlo”. Per il futuro spero solo che a gestire società come Sassuolo Gestioni Patrimoniali vi sia sempre un tecnico, mai un politico».
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