Gazzetta di Modena

Modena

Giornata di code e polemiche L’affluenza attorno all’80%

di Luca Gardinale
Giornata di code e polemiche L’affluenza attorno all’80%

Attese superiori anche a un’ora per arrivare alla cabina, ritardi dovuti ai nuovi regolamenti Piccoli inconvenienti ai seggi: si presenta anche chi non ha diritto, documenti d’identità scambiati  

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Mi dica subito una cosa: lei è al 178 o al 179? Perché nel primo caso le va piuttosto bene, ma se è nel secondo… guardi là: le conviene chiamare a casa e dire che farà un po’ tardi. Del resto, a fare un po’ tardi ieri sono stati parecchi modenesi, bloccati nelle code - in qualche caso si è superata abbondantemente l’ora di attesa - causate dal nuovo sistema antifrode che ha rallentato notevolmente i lavori ai seggi.

Lavori che si sono chiusi alle 23, quando l’affluenza in provincia si è attestata attorno all’80%, staccando così di diversi punti il dato nazionale.

E’ la cronaca della domenica modenese dedicata alle elezioni politiche: una giornata che, un po’ come in tutta Italia, è stata caratterizzata da un buon afflusso ai seggi nonostante il freddo e la neve, con lunghe code causate appunto dalle nuove modalità di voto, con il bollino “antifrode” da registrare e togliere al momento di consegnare le schede. Le attese più lunghe si sono registrate ieri mattina tra le 10 e le 12 (i seggi erano aperti dalle 7) e a metà pomeriggio, con scene simili un po’ in tutta la provincia: lunghissime file al seggio, con qualche cittadino che se ne andava, confidando che la situazione sarebbe migliorata più tardi, e buona parte degli elettori che restavano in coda, chi lamentandosi delle lungaggini, chi chiacchierando con i compagni “di attesa”. A creare qualche malumore è stata anche la nuova modalità di inserimento delle schede gialle (Senato) e rosa (Camera) nelle urne, non più affidate allo stesso elettore dopo il voto, ma al presidente di seggio: in diversi casi, il rallentamento dovuto al nuovo sistema ha fatto sì che le tessere riconsegnate non venissero inserite immediatamente nelle urne alla presenza dell’elettore, ma rimanessero per qualche minuto sul tavolo, e dunque fossero inserite nei box quando il votante se n’era già andato. Un disguido che ha fatto arrabbiare diversi elettori, che temevano che le loro schede potessero andare perse. Per quanto riguarda l’affluenza, a livello provinciale attorno all’80% - nel 2013 alle urne era andato l’82,9% degli aventi diritto, ma in quel caso si votava in due giorni.

Per quanto riguarda i dati intermedi, alle 19 in provincia aveva votato il 65,91% degli aventi diritto, contro il 58,41% nazionale e il 65,99% regionale, mentre alle 12 era andato alle urne il 21,74% degli elettori modenesi, con un nato nazionale fermo al 19,43% e un regionale che ha raggiunto il 22,72%. Un confronto interessante è proprio quello con i dati regionali, perché nella prima rilevazione, quella delle 12, il 21,74% valeva il penultimo posto alla nostra provincia, che ha superato la sola Rimini. E’ andata meglio con la seconda rilevazione, quella delle 19, quando Modena ha recuperato posizioni per affluenza, collocandosi a metà della “classifica” regionale, e confermando poi la tendenza anche al momento della chiusura: meglio di noi, sempre in termini di partecipazione al voto, hanno fatto Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena.

Tornando ai disguidi registrati durante il voto, a Modena non si sono registrati casi eclatanti come la contestazione di Silvio Berlusconi da parte di una attivista “Femen” in topless o l’errore al momento del voto di Pierluigi Bersani - anche lui tradito dal nuovo sistema con il bollino “antifrode” - ma le curiosità non sono mancate, a partire dal “classico” scambio di documenti degli elettori dopo il voto, con gli uffici al lavoro per ricontattarli e rimettere le cose a posto. Diversi anche i casi di ex residenti all’estero che hanno presentato la domanda troppo tardi, mentre alcuni cittadini “irreperibili” sono stati esclusi dalle liste elettorali perché non risultavano più residenti a Modena: è andata bene solo a quelli che si sono presentati in mattinata, dando il tempo alla commissione elettorale di riunirsi e di dare il via libera, mentre quelli che si sono presentati nel pomeriggio non hanno potuto votare.

Niente da fare anche per un cittadino modenese che, pur essendo stato interdetto in modo permanente al voto, ieri si è regolarmente presentato al seggio: oltre a non farlo votare, il presidente ha colto l’occasione per ritirare la sua tessera.

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