«La scuola e la scrittura antidoti alla violenza»
Lo scrittore Antonio Ferrara al Muratori per la giornata dell’8 marzo «Certi argomenti vanno affrontati per esprimere tutte le emozioni»
Giovedì 8 marzo, dalle 15 alle 17, l'aula magna del liceo classico Muratori (via Cittadella 50) ospita l'incontro aperto al pubblico con Antonio Ferrara, scrittore e formatore tra i più apprezzati del panorama letterario contemporaneo. Punto di partenza il romanzo “Mia”, pubblicato da Settenove, che parla di violenza di genere e che nasce da un intenso dialogo/laboratorio con ragazzi e ragazze di quindici scuole italiane e straniere chiamati a descrivere e raccontare le proprie emozioni legate a forme di prevaricazione subite, immaginate o osservate. Tema quanto mai attuale, purtroppo, visti i sempre più frequenti episodi di violenze e soprusi di cui ci fornisce testimonianza la cronaca. Abbiamo rivolto all'autore alcune domande.
Cosa ha visto Antonio Ferrara adulto e formatore in quelle descrizioni consegnate dai ragazzi e dalle ragazze? Erano diverse le prevaricazioni immaginate o subite? Ci sono state giustificazioni implicite o esplicite verso tali atteggiamenti?
«Durante i laboratori che hanno preceduto (ma che ancora proseguono) la pubblicazione del libro – spiega Ferrara - sono emersi vissuti forti, magmatici. In alcuni casi le donne tendevano a giustificare comportamenti prevaricatori dei loro compagni (“mi controlla tutti i messaggi sul cellulare, ma lo fa perché mi ama e dunque è geloso”). Spesso i vissuti maschili scritti nero su bianco si sono rivelati più profondi e riflessivi delle dichiarazioni verbali. Anche il linguaggio emerso dagli scritti mi ha aiutato a scrivere in maniera più incisiva ed efficace».
Cosa possono fare gli adulti? Cosa ci stanno comunicando le nuove generazioni che possiamo cercare di capire per cambiare rotta?
«Possiamo mettere nei libri per ragazzi temi e linguaggi a loro vicini, segnalando così che certi argomenti si possono e si devono trattare con gli adulti. Possiamo sempre più suggerire e proporre ai ragazzi, a scuola, la scrittura e la lettura come pratiche speciali per educare a nominare e a condividere le proprie emozioni. Attraverso lettura e scrittura le emozioni diventano sentimenti, ossia consapevolezza circa le proprie emozioni. Possiamo proporre la lettura e la scrittura come prolungamento del sentimento e il libro come autentico dispositivo sentimentale. E le ragazze e i ragazzi sono assetati di sentimento».
L'incontro dell’8 marzo sarà aperto al pubblico. Chi vorrebbe fosse presente e perché?
«Mi piacerebbe che ci fossero i padri, a raccontare il loro punto di vista e a spiegare l'importanza dell’allenamento all'empatia, stato d'animo sempre composto da compassione e autocontrollo».
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