Gazzetta di Modena

Modena

Venduti ristorante e hotel Fini di Modena: 6,4 milioni

di Carlo Gregori
Giorgio Fini
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Giorgio Fini

Asta con un solo concorrente, che ha vinto senza rilanci. L’operazione è stata coordinata dall’avvocato Gianpiero Samorì

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MODENA. Gli edifici del ristorante Fini e dell'hotel cinque stelle Fini in San Francesco, chiusi da anni, sono stati venduti all'asta giudiziaria al primo prezzo. Se li è aggiudicati una società ritenuta “vicina” a Gianpiero Samorì. Pare che sia stata l'unica offerta. I dettagli non sono noti: il verbale con il nome della società sarà depositato oggi o domani e, versata la caparra prevista del giudice, la cessione dovrà essere registrata entro novanta giorni; solo allora se ne potrà sapere di più.

Dai Fini a Samorì: la storica serie di palazzi antichi di rua Frati Minori, di fronte a piazza San Francesco e corso Canalchiaro, passa di mano al primo colpo. Finisce così la storia lunga un secolo di un luogo conosciuto in tutta Italia, creato nel 1912 da Telesforo Fini, portato all'apice del successo dal figlio Giorgio e poi passato al figlio Vittorio; un luogo considerato il tempio delle più alte tradizioni gastronomiche emiliane ed italiane.

L'asta di giovedì 1 marzo era in prima convocazione. L'intero complesso immobiliare – i muri del ristorante e dell'hotel – era stato fissato al prezzo di prima battuta a 6.397.000 euro più diritti d'asta e spese accessorie, quando il valore reale era stato oggetto di una complessa perizia terminata con una valutazione di 8.530.000 euro.

Alla prima chiamata si è presentato un acquirente: si tratterebbe di una società vicina a Samorì, il docente universitario, avvocato, politico, tycoon locale, immobiliarista e uomo d'affari che ha il suo quartier generale in corso Vittorio Emanuele II. Lo stesso che in questi giorni sta provando a far rinascere il Modena Calcio Fc dopo il fallimento.

La società a lui vicina - che potrebbe aver partecipato all’asta per conto di altri investitori - ha così fatto l'offerta a prezzo pieno e siccome non c'erano altre offerte non ci sono stati rialzi (nelle regole fissate, previsti a colpi di 50mila euro alla volta). Insomma, la società vincitrice si è aggiudicata subito il complesso anche se a un costo molto alto. È infatti raro che si acquisti a prezzo pieno in prima battuta un bene all'asta, mentre di solito si confida su un calo di prezzo in seconda o in terza battuta, ed è quello che forse qualche potenziale concorrente aspirava a fare.

L'Istituto Vendite Giudiziarie ha così assegnato i beni immobili della ex Rua Frati Srl di Vittorio Fini a questo gruppo. Il verbale con i dati della società acquirente sarà depositato nelle prossime ore e l'accordo dovrà ora essere definito con tutte le pratiche.

È naturale chiedersi perché l'acquirente ha deciso di pagare una somma così elevata per due immobili chiusi da quasi una decina di anni, benché ricchi di fama e di storia. Un simile acquisto a primo prezzo presuppone un interesse esclusivo ad accaparrarsi il bene all'asta. Di eventuali progetti, non si sa nulla ed è sicuramente prematuro dare ipotesi. Sicuramente, la tipologia e la configurazione architettonica degli spazi interni rende semplice una ristrutturazione per un nuovo ristorante annesso all'hotel di lusso. Ma non è detto che sia questa la futura destinazione.

Dal punto di vista giudiziario, la vendita permetterà di ripagare in parte i debiti insoluti che la Rua Frati Srl aveva lasciato alla Banca Popolare di San Felice per le opere di ristrutturazione eseguite intorno al 2004-05. L'asta è infatti il punto finale di una procedura giudiziaria generata proprio da quel mutuo da dieci milioni di euro che non è mai stato rimborsato dall'ex proprietario del ristorante. Un mutuo per fare lavori interni che, col crollo dei prezzi immobiliari negli anni di crisi, è arrivato a valere più degli immobili stessi. La banca prestò i soldi per il locale, ma anche per sistemare il nascente hotel, il primo in città a cinque stelle, che si stava creando da un edificio d'epoca medievale attiguo al ristorante. La crisi travolse Vittorio Fini, chiusero il ristorante e poi l'hotel (gestito dalla sorella Anna Maria Fini) e il suo patrimonio è svanito lasciando un'ingente scia di problemi finanziari da sistemare, tra i quali il pagamento di questo ingente debito.

Il giudice ha così disposto un'esecuzione immobiliare che ha portato al pignoramento del complesso e poi alla sua messa all'asta affidata all'Ivg.

Della possibilità di acquistare il solo ristorante si erano interessati anche importanti chef e titolari di ristoranti modenesi, ma in questi anni il prezzo era decisamente fuori dalla portata di chiunque: ci voleva un gruppo con robuste spalle finanziarie. Come quello che ha vinto l'asta
 

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