A Modena sarebbe ballottaggio incerto
I dati della città riportati sul consiglio comunale darebbero il nuovo ingresso della Lega e una penalizzazione di Leu
Il modo più curioso per leggere come è andato il voto in città è fare un balzo nel futuro.
Si può trasportare la consultazione di ieri in città sul 2019, ipotizzando che questi stessi voti valgano per le prossime Amministrative? Si può, certo, e ci siamo divertiti a farlo. Un esercizio di stile - certo, potrà sostenere qualcuno - ma le indicazioni che arrivano dalla sola lettura dei numeri, hanno comunque un peso da non sottovalutare, se non altro per interpretare la tendenza. Poi è vero, alle elezioni dirette del sindaco il nome del candidato pesa sempre attorno al 2%, ed è altrettanto vero che la presenza di liste civiche che nascono sui problemi e le criticità delle città non sono misurabili in una consultazione politica (basti pensare all’exploit di Per Me Modena del 2014). Ma la tendenza sull’aria che tira è chiara, molto chiara. La certezza è una: ballottaggio. Vediamo i due esempi con testa a testa vittorioso per l’una e per l’altra coalizione.
Se si fosse trattato di elezione comunali, con analoghe alleanze e i candidati all’uninominale come candidati sindaco, e se al ballottaggio avesse prevalso il centrosinistra, con Lorenzin sindaco il consiglio comunale sarebbe stato composto da una maggioranza di venti consiglieri divisi in due gruppi (in virtù del premio del 60 per cento assegnato al sindaco eletto) col Pd a 18 consiglieri e la lista Bonino + Europa Centro Democratico con due consiglieri. All’opposizione 12 consiglieri: 6 al centrodestra, 5 al Movimento Cinquestelle e 1 a Liberi e Uguali. Alla coalizione vincitrice andrebbero Ylenja Lucaselli più tre consiglieri della Lega, due di Forza Italia e nessun consigliere per Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia. Per i Cinquestelle, oltre alla candidata Toce, entrerebbero quattro consiglieri mentre un solo seggio andrebbe a Liberi e Uguali.
Questa situazione, dove abbiamo lasciato i nomi dei candidati uninominali solo per gioco e rendere allo stesso tempo più vera la trasposizione tra oggi e il 2019, non è ovviamente da leggere nei singoli protagonisti ma nelle proporzioni del voto. E con un Pd chiamato ad un ballottaggio allo sprint la situazione sarebbe più dura per Liberi e Uguali (oggi con sette consiglieri in consiglio comunale in virtù dell’avvicinamento di Per Me Modena), identica per i Cinquestelle e più forte per il centrodestra che ovviamente recupererebbe la presenza della Lega oggi assente. La quota per maturare un consigliere all’opposizione sarebbe fissata intorno ai 4700 voti.
Quadro ben diverso nel caso al ballottaggio vincesse la coalizione di centrodestra. Ci sarebbe Lucaselli sindaco con un consiglio comunale che vedrebbe in maggioranza tre gruppi per un totale di venti consiglieri: undici seggi andrebbero alla Lega, che oggi è assente dall’aula dopo il flop del 2014, sette consiglieri a Forza Italia, che oggi è rimasta a due dopo l’uscita di Giuseppe Pellacani, e due consiglieri a Fratelli d’Italia, anche questo gruppo oggi assente dalla vita del consiglio comunale.
All’opposizione ci sarebbero dodici consiglieri: sette spetterebbero al centrosinistra come coalizione e vedrebbero l’ingresso della candidata sindaco Lorenzin con sei consiglieri del Pd mentre nessuna delle altre liste di appoggio maturerebbe la percentuale necessaria. Oltre a questo i quattro consiglieri del Movimento Cinquestelle (la candidata uninominale Toce più altri tre) e l’unico seggio, anche in questa seconda ipotesi, per Liberi e Uguali, certamente penalizzato nella corsa in solitaria. In questa seconda ipotesi la quota per raggiungere il consigliere all’opposizione sarebbe intorno ai 5300 voti perché il “pacchetto Pd” pesa molto di più nella ripartizione.
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