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Dazi Usa sulle auto: l’Alfa e la Maserati saranno le più colpite

Dazi Usa sulle auto: l’Alfa e la Maserati saranno le più colpite

Ma Fca nel suo complesso non dovrebbe avere ripercussioni Kuniskis nuovo responsabile globale di Tridente e Biscione

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Già Fiat Chrysler in Italia si dibatte fra svariati problemi, a partire dalla cassa integrazione diffusa negli stabilimenti nazionali e modenesi in particolare, ora ci si mette pure il presidente Usa Donald Trump con le sue minacce, in realtà intenzioni già realistiche, di applicare dazi sulle importazioni negli Stati Uniti prima di acciaio e alluminio e ora anche sulle autovetture europee.

Si sono subito moltiplicate le stime sui costi che queste nuove tassazioni avrebbero sulle case automobilistiche europee e in particolare su Fca, quindi sulle vetture Maserati e Alfa Romeo che coinvolgono la realtà modenese. Secondo le stime che riguardano il 2017, Fca ha esportato negli Stati Uniti 141mila veicoli, fra i quali 103mila Jeep, 9mila Fiat, 12mila Alfa Romeo e 17mila Maserati con ricavi per 3 miliardi di euro. Fca genera la maggior parte dei propri profitti (75% nel 2017) negli Stati Uniti ma sarebbero di rilievo molto scarso gli effetti ipotetici di questa politica dei dazi sulla Ferrari. Analisti di Mediobanca sottolineano infatti che «il maggiore rischio di possibili dazi sull'importazione di auto prodotte in Europa riguarda principalmente i modelli Alfa e Maserati».

Va invece ricordato che, secondo gli analisti di Banca Akros, per Fiat Chrysler Automobiles l’impatto maggiore, ancor più che per gli autoveicoli prodotti, sarebbe per l’alluminio mentre quello sulle auto importate negli Usa sembrerebbe incidere molto di più sulle case automobilistiche tedesche.

In particolare, secondo i calcoli degli esperti, basati su un ipotetico numero di auto prodotte (1,8 milioni) e sulla quantità necessaria di acciaio e leghe leggere per realizzarle (805 chilogrammi di acciaio e 136 chili di leghe leggere per veicolo), il peso economico degli eventuali dazi si aggirerebbe intorno ai 440 milioni di euro (230 per l’acciaio e 90 milioni per l’alluminio).

L’impatto, al netto delle imposte, stimano gli analisti, sarebbe di circa 330 milioni di euro sulla stima di utile netto 2018, pari al 6,6%.

Riguardo i marchi automobilistici italiani di Fca, occorre anche sottolineare che di recente il manager Tim Kuniskis ha assunto la guida di Alfa Romeo e Maserati come responsabile di Alfa Romeo e Maserati a livello globale. Kuniskis ha sostituito Reid Bigland, che continua a ricoprire i ruoli di responsabile delle vendite in Usa e di presidente e ceo di Fca in Canada. Kuniskis è da 26 anni in Fca, dove ha ricoperto varie posizioni in ambito commerciale e di marketing.



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