Gazzetta di Modena

Modena

E alla fine Patriarca la spunta per 46 voti

E alla fine Patriarca la spunta per 46 voti

Testa a testa nel collegio 5 al Senato con Corti della Lega Alla fine 31,8 al Dem e 31,79 al Carroccio che farà ricorso

3 MINUTI DI LETTURA





Quarantasei. Un numero che Edoardo Patriarca e Stefano Corti ricorderanno bene, perché dopo un’intera notte di testa a testa, con la chiusura di tutte le 519 sezioni del collegio uninominale 5 al Senato - quello che coincideva con la provincia di Modena, escluse Bassa e Terre d’Argine, accorpate invece nel collegio 6 insieme alla città di Reggio - il candidato del Pd e centrosinistra, il deputato uscente Edoardo Patriarca, ha staccato Stefano Corti della Lega (sostenuto dalla coalizione di centrodestra) di 46 voti, ottenendo un seggio per il quale il Carroccio ha già annunciato un - comprensibile, visto il margine davvero ristretto - ricorso.

Un esito rocambolesco, dal momento che domenica notte lo spoglio era partito con un vantaggio netto per il candidato del centrodestra, arrivato addirittura ad un vantaggio di 11 punti percentuali rispetto all’avversario. Poi, intorno alle 3 di notte, è iniziato il recupero di Patriarca con l’arrivo dei risultati a Modena città, dando vita a un testa a testa andato avanti fino a ieri mattina: quindi, con lo spoglio degli ultimi seggi, c’è stato il sorpasso di Patriarca, che si è però fermato a 46 voti di margine, facendo annunciare subito il ricorso alla Lega regionale.

Passando ai dati, dunque, il candidato di Partito democratico e centrosinistra ha chiuso al 31,8%, con 85mila533 voti in termini assoluti, mentre l’avversario sostenuto dai quattro partiti di centrodestra si è fermato a 85mila487 preferenze, che valgono il 31,79%. Più staccato Claudio Brandoli, il candidato del Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto il 28,06%, pari a 75mila458 voti, mentre al quarto posto c’è Paolo Trande di Liberi e Uguali, con 12mila092 preferenze che valgono il 4,49%.

Nessuno degli altri candidati ha superato l’1%: Mario Ori di Potere al Popolo si è fermato a 2mila402 voti (0,89%), mentre Ugo Bertinelli del Partito comunista ha raggiunto 2mila181 preferenze (0,81%), Marco Zani del Popolo della Famiglia si è fermato a 1728 voti (0,64%), Giuseppe Antonio Malerba di Casapound ne ha presi 1219 (0,45%), ovvero uno in più di Ugo Bertaglia di Forza Nuova.

In coda ci sono Simona Bolelli della Sinistra rivoluzionaria (586 voti, ovvero lo 0,21% del totale), Cinzia Baldo delle Destre unite-Forconi (547 preferenze, per lo 0,20%), e il Repubblicano Paolo Ballestrazzi con lo 0,16% (457 voti).

Commentando i risultati, Edoardo Patriarca ha parlato di «una nottata particolare, con 480 voti sospesi mentre io ero dietro Corti: poi, nella mattinata c’è stato il sorpasso, con 46 voti di scarto. Ovviamente mi aspettavo il ricorso del candidato del centrodestra - spiega ancora il candidato eletto, salvo sorprese nel riconteggio - e devo dire che anch’io, se fossi stato a meno cento, lo avrei fatto».

Parlando dei numeri nazionali, invece, Patriarca fa notare che «Questa è indubitabilmente una sconfitta: una sconfitta che ci dice che non esistono più collegi o territori sicuri, perché tutti sono contendibili, e per noi si apre una grande riflessione e un grande interrogativo. È chiaro che se i cittadini non ci hanno votato non dobbiamo dare la colpa a loro, e se non siamo stati convincenti credo che la riflessione vada aperta a livello nazionale e anche a livello locale. Io sono convinto che il governo abbia fatto uscire il Paese dalla crisi - chiude Patriarca - ma se gli italiani non lo hanno compreso, l’interrogativo rimane, quindi bisogna aprire una riflessione sul territorio e provare ad ascoltare un po’ di più di quello che abbiamo fatto».

Luca Gardinale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google