Giovanardi: «È stata la tempesta perfetta»
« “La tempesta perfetta”. Non potrei definire altrimenti questo risultato travolgente e storico. Sia per l’Emilia Romagna che per la provincia di Modena che va al di là di ogni attesa». Parole di...
« “La tempesta perfetta”. Non potrei definire altrimenti questo risultato travolgente e storico. Sia per l’Emilia Romagna che per la provincia di Modena che va al di là di ogni attesa». Parole di Carlo Giovanardi, di Idea Popolo e Libertà, che da quando ha iniziato a fare politica nelle schiere della Dc sognava il giorno in cui la maggioranza in Emilia Romagna non è più dei “comunisti” e dei loro eredi. Un evento “storico” al quale Giovanardi dà varie spiegazioni «Hanno contribuito vari fattori: su tutte la guerra fratricida nel Pd dal quale si è staccata l’ala storica del Pci, con Erranie Bersani in primis; a questo va aggiunto un evidente voto di protesta che va ai 5 stelle. E ancora, e lo sottolineo, un centrodestra davvero compatto in tutte le sue componenti. E aggiungo che se a Modena, il Popolo della Famiglia invece di tirare la volata al Pd, si fosse schierato con noi Patriarca non sarebbe senatore a favore del candidato del centrodestra. A questo proposito aggiungo un altro elemento a mio avviso determinante a Modena: la pioggia di candidati esterni che certo non hanno scaldato i cuori dei modenesi. Tutto questo ha portato alla tempesta perfetta».
Quanto alle prospettive nazionali Giovanardi non manca di ironizzare su Di Maio. «C’è da fargli i complimenti: ha confezionato il migliore dei pacchi alla napoletana. Un progetto di governo abbagliante, luccicante che quando gli italiani apriranno troveranno vuoto scoprendo la beffa. Ora diventa un problema passare dalle fantasie alla realtà». Giovanardi non sarà parlamentare «ma non smetto con la politica. Si può fare anche da fuori palazzo». Magari puntando alla vittoria delle regionali l’anno prossimo? «Ecco stiamo bene attenti: la politica è mutevolissima. Renzi in pochi mesi è passato dal 40 a meno del 20%. Al centro destra dico se si discute attorno a un tavolo e si pianifica bene ogni cosa, la Regione può essere nostra. Se prevalgono invidie ed egoismi tutto sarà più difficile».
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